Come leggeremo domani?

L’evoluzione dello stile di leggere: dal libro cartaceo all’Amazon Kindle.

 Come leggeremo domani? Questa è la questione di cui si è parlato nella conferenza tenuta da Pier Vincenzo Di Terlizzi, Giuseppe Granieri e Sergio Maistrello in occasione della manifestazione di Pordenonelegge 2011.

La domanda posta prima è la stessa che le case editrici americane ed europee si sono poste quando arrivarono queste “tavolette digitali” che permettono alla gente di leggere riviste e libri avendo la comodità di avere più libri in un unico oggetto tecnologicamente molto avanzato. La prima azienda a introdurre la vendita dei libri digitali online fu Amazon, che in accordo con le grandi case editrici americane riuscì a rendere disponibile un primo quantitativo di titoli in formato digitale. Ma la vera rivoluzione fu  l’introduzione dell’Amazon Kindle, un lettore di testi, che all’epoca di rilascio riusciva a contenere la bellezza di 1500 testi in formato digitale( la terza generazione di Kindle arriva ad ospitare 3000 volumi). Quest’apertura dell’editoria statunitense permise agli scrittori “per hobby” di auto pubblicarsi il proprio libro, senza essere soggetti a una casa editrice e riducendo fortemente i costi di pubblicazione che gravano su un autore. Molti di questi scrittori occasionali sono riusciti a scalare le vette delle vendite di libri digitali, alcuni arrivando al milione di copie elettroniche vendute. Quando questi scrittori, che nella vita fanno tutt’altro, sono stati introdotti nel grande mondo della letteratura hanno modificato profondamente le classifiche dei libri più venduti. Infatti, possiamo distinguere due tipi di classifiche: Da una parte gli scritti cartacei con i nuovi libri usciti e dall’altra parte la classifica Amazon con testi auto pubblicati e libri usciti già da un po’ di tempo che in libreria non potremmo più trovare. La diffusione di questi libri digitali si è limitata ad alcuni stati, tra cui non c’è l’Italia. Il problema dell’editoria italiana è la poca voglia e l’insicurezza nel pubblicare libri in formato digitale per paura della pirateria informatica che potrebbe danneggiare il loro mercato. Solo la Mondadori ha siglato un contratto per la vendita di alcuni titoli in formato elettronico, ma ovviamente questo timido gesto è solo l’inizio di un profondo cambiamento del modo in cui ci documenteremo e leggeremo. Presto il Kindle o l’iPad diventeranno oggetti di uso comune nelle case e nelle scuole, sostituendo progressivamente la carta e aiutando di conseguenza l’ambiente riducendo il taglio delle foreste. Forse tutta la nostra cultura millenaria fra non molti anni potrà essere racchiusa in questi oggetti che non sono più grandi di un foglio A4.

Alberto Roman, 5Fs

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