Zagabria – 68^ sessione internazionale del Parlamento Europeo dei Giovani

In questo periodo si è sentito parlare di Zagreb 2011, di 68^ sessione internazionale dell’EYP, di Parlamento Europeo dei Giovani. Nomi accattivanti e, tuttavia, dal retrogusto un po’ evanescente. Credo che in molti si siano chiesti che cosa fosse effettivamente questa misteriosa associazione che ha permesso a me e ad altri sette ragazzi di questo liceo di trascorrere dieci indimenticabili giorni a Zagabria.

L’European Youth Parliament (EYP) è un’associazione indipendente e apartitica, indirizzata ai giovani e pensata per educare i futuri cittadini dell’UE. Che definizione! Coincisa, esatta, rigorosa. E tuttavia, a questa impeccabile definizione manca qualcosa. A questa definizione, come a tutte le definizioni che si rispettino, manca passione. Io non so esprimere con parole precise che cosa abbia significato davvero per me quest’esperienza. Non so dire cosa ho provato nel momento in cui mi sono trovata davanti a  persone che mai nella mia vita avrei potuto immaginare di incontrare. Non esiste una parola ben definita che riesca a conglomerare al suo interno l’entusiasmo, la curiosità, la foga e la meraviglia che hanno preso piede dentro di me in quei dieci giorni. “That’s just overwhelming!”. Lo dicevano le mie compagne di stanza, lo dicevo io, lo dicevano tutti quelli che erano stati catturati e risucchiati nella spirale dell’EYP.

 Immaginate che non esistano confini, immaginate che tutti i popoli vivano la loro vita in pace tra loro e poi prendete atto del fatto che potreste essere voi stessi i propulsori di tutto questo. Sono grandi pretese, un po’ arroganti e decisamente idealiste. Ma, a pensarci bene, se non noi, chi potrebbe, un giorno, prendere in mano il futuro? Non resteremo per sempre fanciulli, non potremo più delegare gli altri a prendere decisioni anche per noi. Arriverà un momento in cui saremo noi a dover scegliere e allora dovremo scegliere con consapevolezza. Non voglio sporcarmi le mani con luoghi comuni e parole scontate, ma questa è la realtà.

Abbiamo discusso, ci siamo confrontati con chi proveniva da paesi così lontani dalla nostra realtà, che, per capire, a volte, l’inglese non bastava. Eppure, abbiamo capito, ci siamo capiti reciprocamente. Ci siamo capiti meglio di coloro che dovrebbero capire, ci siamo capiti perché c’era una volontà profonda e decisa di mettersi nei panni dell’altro. Abbiamo riso, imparando a cogliere un senso dell’umorismo a cui non eravamo abituati, abbiamo lasciato che ci insegnassero a ballare alla maniera irlandese, per poi scoprire che in realtà tutti ballano allo stesso modo. Abbiamo assaggiato caramelle svedesi e involtini polacchi e, soprattutto, ci siamo seduti intorno ad un tavolo per discutere dei problemi più critici e complessi che vessano non solo l’Unione Europea, ma anche tutto il resto del mondo. Il nostro obiettivo era quello di trovare una soluzione praticabile. Scontri, dibattiti accesi, sillogismi più o meno sbagliati, confronti a dir poco infuocati erano all’ordine del giorno. Ci sono state poche cose nella mia vita che mi abbiano fatta sentire così viva, così parte di qualcosa per cui valesse la pena impegnarsi, qualcosa che mi spronasse così a tentare di risolvere problemi che, in alcuni casi, mi riguardavano solo relativamente. Non so che cosa possa trasformare duecentosessanta diciottenni in uomini e donne civilmente attivi, in politici nel senso nobile del termine. Forse è l’aria che si respira, forse si tratta di una strana forma di sortilegio, benigno, s’intende. Immaginate di sentire che le vostre opinioni e le vostre idee porteranno avanti il vostro Paese e magari l’intera Europa. Immaginate di sentirvi parte di un mondo in cui nessun luogo è troppo lontano. Questo è il sortilegio.

Mariasole Maschio, III Ec

Programma 30.09.2011 – 09.10.2011, Zagabria

  • Durante i primi due giorni, in cui siamo stati suddivisi in delegazioni, costituite ciascuna da una quindicina di ragazzi provenienti da diversi Paesi appartenenti e non all’Unione Europea, si è svolto il teambuilding. Per teambuilding si intende una serie di giochi e altre attività psico-motorie volte alla conoscenza reciproca e alla formazione di uno spirito di gruppo.
  • Nei tre giorni seguenti le stesse delegazioni, formatesi durante il teambuilding, hanno svolto alcune attività di committee work, durante le quali hanno discusso su problematiche attuali che spaziavano dall’economia all’ecologia, dal sociale agli affari esteri. Durante il committee work c’è stata la possibilità di avere dei consulti riguardo alle materie di discussione con degli esperti; inoltre, è stato attivato un programma di scambio di opinioni con alcune scuole superiori locali. Il tutto aveva come obiettivo la stesura di una risoluzione da presentare nelle giornate successive all’Assemblea Generale.
  • Durante gli ultimi due giorni si è svolta l’Assemblea Generale, vera e propria simulazione delle sedute plenarie del Parlamento Europeo. La presentazione delle risoluzione relative alle diverse problematiche assegnate, quindici in totale, sono state discusse, analizzate e infine giudicate attraverso dibattiti in inglese e francese.

I temi, in totale, erano quindici. Queste sono solo alcune delle problematiche trattate:

  • Is Keynesianism the only way? Facing the challenge of dramatically high youth unemployment rates, should Europeans look to higher leavels of public spending to provide an answer? How should states best offer opportunities to those aged 16-24 to ensure that the current generation of European youth does not become irreversibly excluded from the labour market?
  • “Linving in Limbo” – the rights of more than 200,00 Ethnic Georgian Returnees to the Gali District of Abkhazia: almost 18 years after a cease – fire ended the Georgian – Abkhazian war, the conflict over the breakaway region of Abkhazia remains as far from a political resolution as ever. How should Europe now procede to ensure that the human rights of those in the area, especially, taking into account the returnees, are protected?
  • In light of increasin governament recognition and support for “B Corporations” in the United States, how best can the European Commision support social businesses in the EU as an alternative model for achieving social, ethical and enviromental objectives?
  • At a time when state budgets are tight and intellectual property rights are increasingly difficult to enforce, what measures should the EU take to promote artistic activity and ensure that artists are compensated equitably for their work?
  • Who sets the research agenda? How best can European nations balance the need for independent scientific and medical reserach with the needs for funding that are often satisfied with industry involvement?
  • The European sovereign debt crisis: what now for the European Central Bank (ECB)? In light of recent interventions and involvement by the ECB what role should the ECB play in securing financial and economic stability in Europe?

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