Due cose su Marco Rossi Doria

 Solo una parte dell’apprendimento avviene a scuola. E’ stato sempre così. Ma, nel tempo, si sono anche perduti alcuni decisivi apprendimenti. I quali da un lato afferivano più direttamente alla relazione tra uomo e natura e, dall’altro, erano appresi non in un luogo separato ma entro le comunità di appartenenza. Nelle società umane, da quelle dette primitive fino a metà del secolo scorso, l’apprendimento largo ha affiancato quello che avveniva a scuola. Le pagine nelle quali i ragazzi di Barbiana mostrano il loro sapere sulla terra, sulle coltivazioni, sul bosco e sugli uccelli sono gli ultimi echi di questo “mondo dell’apprendere” che era largo. E che poteva riverberarsi in una scuola ben fatta, consolidarsi in sapere scientifico, scrittura, calcolo e rappresentazione. Senza svilire quel piano primo dell’imparare. Era un apprendere nel quale la scuola era una parte, con suoi canoni distinti, che assumevano l’insieme più esteso degli apprendimenti.

Prendo queste parole da questo post (http://marcorossidoria.blogspot.com/2011/11/quale-scuola-vogliamo-davvero.html) di Marco Rossi Doria, che ieri è stato nominato sottosegretario all’Istruzione, insieme ad Elena Ugolini.

Ho conosciuto Rossi Doria a Bolina, nel 2005, in un’occasione pubblica nella quale ci si interrogava sul futuro della scuola in Italia, sullo stato delle questioni e sulle prospettive aperte. Tra tanti interventi, quello di Rossi Doria portava la forza di un’esperienza sul campo di quelle dirimenti – di quelle in cui ci si interroga fin nelle fibre su cosa voglia dire vivere per insegnare -, l’esperienza della rete dei maestri di strada a Napoli, e la univa alla capacità di connettere questo punto di partenza, dato dai fatti, alla scansione di tutte le domande fondamentali sull’educazione e la formazione, alla ricerca di tutti gli strumenti culturali per sostenere queste domande. Davvero, una lezione dal vivo su cosa s’intende per costante riflessione sul proprio ruolo, e sulla cultura come risposta –e alimento, in una progressione necessaria e vitale- alle urgenze reali: il senso della scuola, insomma, come essere dovrebbe.

 Piervincenzo Di Terlizzi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...