Ma questi test sono così difficili? Incontro sull’UE al Leopardi-Majorana

PORDENONE- Martedì 8 novembre 2011 si è tenuto nell’aula multimediale del liceo Leopardi-Majorana un incontro riguardante l’Unione Europea. Il relatore è stato il professore Cristiano Riva, che ha esposto alle due classi presenti in sala, VBg e IVEg, la situazione dell’UE, soffermandosi soprattutto sulle caratteristiche che uno stato deve possedere per potersi candidare a farne parte e sui conflitti che hanno contraddistinto gli stati dell’ex Iugoslavia.

Una nazione deve, infatti, per entrare, sostenere delle “dure” prove, se così si possono definire. In primo luogo deve promuovere un accordo di stabilizzazione e di associazione, che lo porti a un legame con l’Europa. Deve inoltre possedere caratteristiche consone, come, ad esempio un’economia solida, una stabilità politica, e via discorrendo. Quindi può procedere alla candidatura, presentando le proprie credenziali per mettersi in lista e diventare membro dell’Unione Europea. Prima di accedere formalmente lo Stato candidato deve però presentare delle richieste di miglioramento, che si sintetizzano in tre punti fondamentali: la garanzia di un’economia solida, quella di un’alternanza politica e, non meno importante, quella della presenza di diritti civili. Dopo aver superato tutte queste prove, uno stato può entrare ufficialmente a far parte dell’Unione Europea.

Il professore Riva ha affrontato poi la questione degli stati balcanici, analizzando ogni Paese e il suo rapporto con l’UE. La Slovenia è già stato membro dal 2004, avendo adottato nel 2007, come moneta unica, l’euro; la Croazia, invece, è ancora nella lista dei candidati ed entrerà nell’organizzazione nel 2013; anche il Montenegro è un candidato dal 2010 e a breve l’Europa deciderà se annettere o no questa nazione; la Serbia, al contrario, poiché non è economicamente pronta ad affrontare determinate prove, deve ancora presentare le sue credenziali; la Macedonia è già candidata dal 2005, ma in seguito la sua annessione è stata bloccata più volte, perché la nazione deve chiudere il divario tra la storia recente e quella antica, e il suo futuro è ancora incerto; la Bosnia-Erzegovina infine non possiede i requisiti necessari e nel paese sono presenti molti problemi sociali.

Le ultime riflessioni hanno riguardato la situazione del Kosovo; lo stato, infatti, fa parte della Serbia, ma la popolazione si sente molto più vicina alla comunità albanese, e per questo, dopo molti scontri violenti, nel 2008 la nazione si è autoproclamata indipendente, nonostante l’indignazione della Serbia. Il Kosovo non può essere tuttavia dichiarato ufficialmente come vero e proprio stato, poiché è stato riconosciuto come tale solo da ottantatré stati, tra i quali anche l’Italia.

 Valeria Gobbo

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