Crisi e Futuro – La crisi economica spiegata agli studenti del ginnasio del Liceo Leopardi

La conferenza di lunedì 13 febbraio con l’imprenditore Francesco Brosolo, indirizzata agli alunni delle classi 5°B, 5°C e 4°E del ginnasio del Liceo Classico Leopardi di Pordenone è iniziata con una cifra piuttosto alta: 1.905 miliardi di euro.

Il nostro debito pubblico.

Eppure questa cifra, secondo l’imprenditore, non è decisiva (anche se molto grave), in quanto il debito viene controbilanciato dal guadagno (Prodotto Interno Lordo) di uno Stato, e questa ratio deve essere quanto più vicina o inferiore allo zero per poter parlare di situazione stabile o addirittura di guadagno. L’Italia ha un rapporto pari al 120% (sarebbe necessario un ulteriore 20% di PIL per raggiungere una situazione non in perdita).

Brosolo si è poi soffermato sul passaggio da economia reale (quella legata al territorio, con la finanza che opera su beni materiali tangibili e la politica che ha più peso dell’economia) a economia finanziaria (con la finanza in posizione predominante e un’economia globale che non si basa più sul territorio ma sulla cessione e acquisto di titoli di credito e obbligazioni). Tutto ciò è stato reso possibile dagli accordi di Marraketch del 1994, che con la creazione della World Trade Organization hanno portato nel 2008 il 97% del commercio mondiale a obbedire alle regole della finanza, avendo come conseguenza la creazione di un denaro informatico, che ha a sua volta portato a scambi basati su cose immateriali. Le più importanti sono, appunto, i titoli di credito (un’azione, ovvero una quota dei profitti di una società, che si può cedere in qualsiasi momento), e le obbligazioni (prestito con interessi). In particolare le seconde hanno portato, per via di un’eccessiva disponibilità di crediti, a un mastodontico mutamento nei ruoli di economia reale e finanza: dal 1987 a oggi, i miliardi di euro ricavati dalla finanza sono passati, paragonandoli a quelli dell’economia reale, da 5% circa a più di 1000%.

Tutto ciò per via della deregolarizzazione del mercato finanziario avvenuta nel 2000, che ha portato con l’attentato dell’11 settembre a un panico economico, a una redistribuzione dei soldi ai cittadini a un tasso bassissimo, spingendoli però a prendere più del necessario, concedendo prestiti anche a chi visibilmente non era in grado di saldare il debito (mutui sub-prime). E per amalgamare meglio il tutto si è avviata la cartolarizzazione del debito pubblico, ovvero la creazione di nuovi titoli (economia creativa) basati sui debiti dei cittadini, fondi falsi ma ad alto interesse e apparentemente a basso rischio.

Poteva forse finire bene?

Domanda retorica: il mercato si è ritrovato “drogato” e in perdita e questo meccanismo deleterio ha portato alla crisi negli U.S.A., che per varie ragioni (perlopiù mancanza di controlli adeguati) ha costretto lo stato a riversare enormi somme di denaro per salvare le banche, che rischiavano di essere dichiarate insolventi per via dei giudizi dati da alcune agenzie private (le agenzie di rating). Eppure le misure adottate non hanno affatto diviso le attività caratteristiche delle banche (gestione dei risparmi degli utenti) da quelle speculative (fondi di investimento), che sono state addirittura aiutate con i fondi pubblici.

Perciò sono nati ulteriori provvedimenti, che hanno mutato la medicina in veleno: uno stato come la Grecia, facilmente gestibile, è stato gestito male e ha creato una crisi che, contrariamente a quella americana, si è estesa a tutta l’Europa, comunità e non stato federato, per la quale è difficile prendere un provvedimento unitario.

La conclusione dell’imprenditore è stata: nel nostro futuro saranno necessario due requisiti: la mobilità (capacità di andare a cercare lavoro all’estero) e la flessibilità (capacità di accettare qualsiasi lavoro).

C’è inoltre un terzo requisito: una capacità di analisi non nozionistica che permetta di affrontare i problemi della vita, e questa è la capacità che il Liceo Classico intende fornire al termine del suo percorso di studi.

Francesco Avoledo

Classe V B ginnasio

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One thought on “Crisi e Futuro – La crisi economica spiegata agli studenti del ginnasio del Liceo Leopardi

  1. Visto che l’economia attuale ha dimostrato di essere fallimentare, l’unica speranza, anche se oggettivamente un pò utopistica (perchè chi ha il potere dell’economia non accetterà mail il cambiamento), è una nuova economia basata su principi diversi.
    Forse è ipotizzabile l’economia teorizzata dal Prof. Emanuele Campiglio nel libro “L’economia buona”

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