L’uomo dal naso d’oro

Kitty Ferguson, nata a San Antonio, nel Texas, termina “L’uomo dal Naso d’oro” nel 2003. Dopo aver dedicato parte della sua vita agli studi musicali, si occupa di matematica e scienza a partire dal 1986, scrivendo libri dedicati alla vita e alle scoperte di molti scienziati. “L’uomo dal naso d’oro”, in particolare, non è solo una biografia di due tra le più grandi menti del XVI secolo, ma anche un confronto fra le due.

Infatti da un lato parla di Tycho Brahe, nato da una famiglia nobile danese, che fra intrighi di corte, grandi somme di denaro e amicizie vantaggiose, riuscì ad ottenere come feudo l’isola di Hven, dove grazie al suo ignegno potè  costruire un palazzo quasi fiabesco, Uraniborg, e strumenti di osservazione ad altissima precisione, che lo resero noto in tutti gli ambienti colti dell’epoca. Questo più per le dettagliate misure con cui catalogò e descrisse un numero immenso di corpi celesti che per il suo sistema, detto Ticonico, che elaborò durante il suo soggiorno a Hven.

Dall’altro lato vi è invece Keplero, fermamente protestante, nato da una famiglia povera, che si distinse negli studi grazie a intelligenza ed abilità. Ciò, dopo aver frequentato l’università di Tubinga, gli permise di avere il ruolo di matematico presso la corte di Graz, di cui non fu entusiasta. Qui, basandosi su intuizioni nate dal suo interesse per la musica, formulò il suo sistema, prendendo origine da quello Copernicano, di cui il giovane era un accanito difensore, che migliorò di molto. Da un principio di ostilità tra i due, sia prima sia dopo l’incontro, avvenuto quando Tycho chiamò Johannes come assistente nel suo palazzo a Praga, nacque invece un buon legame, che portò Keplero a onorare il vecchio scienziato dopo la morte, portando a compimento le Tavole Rudolfine, che erano state ciò che aveva permesso a Keplero di avere uno stipendio da parte dell’imperatore Rodolfo e a Tycho di accrescere la sua fama. 

Sappiamo oggi che è solo per merito di Keplero se il nome di Tycho Brahe non è stato dimenticato: egli , anche se a modo suo, onorò la richiesta dell’altro sul letto di morte:“Non lasciate sembrare che io sia vissuto invano.” Infatti, oltre al nome sulle tavole Rudolfine, egli lo citò più volte ne “L’astronomia Nova”, trattato nel quale vengono usati spesso i dati catalogati da Tycho durante il corso della sua vita e le sue registrazioni astronomiche.

Il libro esprime bene e storicamente il parallelismo tra i  due fino al momento della loro unione, la loro “crescita” nel campo astronomico, nonostante il contrasto evidente tra i loro modi di pensare: Brahe infatti fu un difensore dell’aristotelismo, e mise la terra al centro del sistema ticonico, mentre Keplero sembrò quasi gustare il momento in cui dimostrò la sua inattendibilità scrivendo l’Astronomia Nova; Inoltre la differenza fra gli ambienti frequentati da i due fu abissale, e ciò traspare molto nel testo di Kitty Ferguson. Oltre a ciò viene descritta molto bene l’atmosfera tipica delle corti, delle università e dei rapporti fra la scienza e la chiesa di quel tempo.

Tutto questo rende il libro una scorrevole storiografia che “trasforma gli scienziati in personaggi affascinanti” (Cit. London Evening Standard).

Luca Moro, 4Ds
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...