¡Tres meses en un Paìs que no es sólo paella y toros!

Quando sono partita, non mi aspettavo che fare una esperienza di tre mesi all’estero e più precisamente in Spagna, oltre a migliorare le mie capacità linguistiche, potesse insegnarmi così tanto: dai costumi popolari di un Paese, alle tradizioni di un piccolo paesino, alle abitudini di una famiglia. Un’esperienza che mi ha maturata come persona e come studentessa, che ha fatto crescere in me la voglia di conoscere cose nuove e che mi ha insegnato quanto possa essere meraviglioso farsi capire da persone che non parlano la tua stessa lingua.

Sono partita il 7 gennaio 2012 dall’aeroporto di Venezia con altre quattro ragazze che frequentano il mio liceo. Infatti è grazie ad esso e al progetto Europeo COMENIUS che abbiamo potuto vivere questa esperienza.
Viaggiare e andare all’estero è come vivere un’avventura dove non sai cosa ti aspetta. Ogni tanto, come è capitato a me, succede di avere nostalgia di casa e delle proprie abitudini, di stare male perché, soprattutto agli inizi, molti fanno fatica a capirti e ti senti come un pesce fuor d’acqua. Ma molti sono gli aspetti che ti fanno dimenticare tutto questo, specialmente l’amore della famiglia ospitante e la semplicità e l’allegria degli amici. Io per esempio a Miraflores ho guadagnato una seconda famiglia. La madre, Marian, mi ha subito trattata come una figlia; il padre, Paco, ha cercato di trasmettermi la sua passione più grande, quella per gli insetti stecco. Non avrei mai immaginato di toccarne uno…e invece mi sono portata le uova in Italia e ora ne sto crescendo alcuni, è un po’ come avere portato in casa un po’ di Spagna! Ma chi mi ha fatto sentire davvero “a casa” sono state Helena e Isabel, con le quali ho condiviso quei tre mesi come se fossero state vere sorelle. Assieme abbiamo giocato a tennis, condiviso gioie e problemi, preparato piatti italiani e spagnoli, mangiato Montaditos e fatto un sacco di shopping! Abbiamo visto molti posti e fatto molte cose belle e divertenti, ma a essere sincera la cosa che più mi è piaciuta di quest’esperienza è stata il diventare, giorno per giorno, sempre più un membro della loro famiglia.

Voglio concludere dicendo una cosa che forse avrete già ascoltato altre mille volte da persone che hanno fatto un’esperienza all’estero: nonostante a volte possa essere difficile, nonostante la lontananza e le differenze culturali non posso che consigliare a tutti di provare questa mia stessa avventura, non può non valerne la pena!

Serena Luchini 3°Ds

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