Libri dell’anno. Il controcatalogo è questo

Preferiva le camicie a scacchi, aveva le sopracciglia folte scure e lo sguardo un po’ sarcastico come le battute folgoranti che ogni tanto pronunciava. Héctor Oesterheld indossava una delle sue mise in stile country quando svanì nella notte del 21 aprile 1977. Prelevato da una squadra armata, fu detenuto nella caserma «Campo de Mayo» e venne assassinato nel 1978 in provincia di Buenos Aires. Intanto erano sparite due sue figlie, Beatriz Marta e Diana Irene, incinta di sei mesi. Anche Marina, la terzogenita (pure lei in gravidanza e il cui marito era già desaparecido ), fu prelevata da un plotone della morte e subito dopo venne uccisa, insieme al consorte; poi toccò a Estrela Inés, l’ultima sopravvissuta. Le colpe di tutta la famiglia? Erano quelle del padre, Héctor, che aveva dato vita a uno dei più noti fumetti di fantascienza, L’eternauta , il cui protagonista, il celebre omino con maschera antigas, tuta, guanti e fucile a tracolla, era divenuto il simbolo della lotta contro la dittatura argentina. A ricostruire nei dettagli la dolorosa vicenda di questo principe della satira è il critico Andrea Pagliardi nella sua recensione al lavoro di Héctor ristampato l’anno scorso: un intervento che, apparso nell’Indice dei libri del mese, è ora raccolto nel volume L’Indice dei libri dell’anno (curato dallo stesso Pagliardi e pubblicato da Mursia). E così la rivista torinese, gran monumento dei periodici letterari che i suoi fan chiamano semplicemente L’Indice , si rinnova: ogni dodici mesi, in contrasto con le gerarchie dei top ten designati dal mercato, proporrà un libro-controclassifica, che sceglie le opere di narrativa, saggistica, filosofia, arte e intrattenimento di qualità. A partire da questo primo parto (che vede la luce anche grazie al connubio con la Fondazione Bottari Lattes), punterà ogni anno il suo dito fuori del coro sulle pagine da prendere in considerazione. Diretto da Mimmo Cándito, il mensile si avvale del supporto di Gian Giacomo Migone, padre fondatore della rivista con Cesare Cases nel 1984 e ora deus ex machina della prestigiosa pubblicazione. Come dar torto ai critici dell’ Indice ? A scorrere la controclassifica del 2011, ai primi posti c’è il bellissimo romanzo d’esordio di Paolo Sortino, Elisabeth , piccolo gioiello della letteratura visionaria anche se il «caso» su cui si cimenta affonda le sue radici nella più feroce e crudele realtà. Il libro reinterpreta la storia di Josef Fritzl che sequestrò la figlia nel suo bunker antiatomico e concepì con lei sette figli. A seguire c’è America amore, il romanzosaggio di Alberto Arbasino, reporter d’eccezione negli Anni Cinquanta, tra cocktail party, salotti e conferenze d’oltreoceano. Non manca Tommaso Pincio con Hotel a zero stelle, in cui ospita e passa anche in rassegna i suoi autori preferiti, da Simenon a Pasolini a García Márquez. Ma c’è pure Umberto Saba, autore di Scorciatoie e raccontini, in cui il poeta triestino, nei panni insoliti di scrittore di aforismi, si cimenta con il ritratto di Hitler ma anche con il sottile legame che unisce Nietzsche e Freud. In questa anticlassifica per lettori dal palato fino appare Jonathan Coe con la biografia dedicata a Bryan Stanley Johnson, il poeta morto suicida alla maniera di Petronio, immerso in un bagno caldo con le vene dei polsi recise, e Irène Némirovsky che nel Vino della solitudine ricostruisce la sua fuga dalla Rivoluzione bolscevica verso la Francia, paese della libertà e del godimento della vita. Sono solo alcuni assaggi dalle settanta recensioni scelte e proposte dall’ Indice dell’anno . Pietanze che ancora oggi vengono elaborate secondo le antiche ricette suggerite dal gran maestro Cases: «L’essenziale è che attraverso l’esposizione il lettore acquisisca una chiara idea di quel che il libro è e delle ragioni della sua importanza, ragioni che hanno fatto sì che lo scegliessimo a differenza di altri». Il padre fondatore sollecitava così le milizie dell ’Indice a non omologarsi agli eserciti dei critici qualsiasi ma a trasformarsi in reparti speciali di Re-censori.

L’articolo completo e gli approfondimenti sono disponibili all’indirizzo: http://www3.lastampa.it/cultura/sezioni/articolo/lstp/455793/

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