“Alla ricerca della poesia perduta…” I ragazzi del Liceo Leopardi Majorana cantori per un giorno.

Cinquanta ragazzi e quasi cento poesie. Saffo, Prévert, D’Annunzio, Pessoa, Leopardi e molti altri. Imbarazzo iniziale, timidezza, poi disinvoltura, delusione e soddisfazione.

Sono stati questi gli ingredienti della “giornata della poesia” tenutasi a Pordenone nella mattinata di sabato 26 maggio. Due classi di studenti del Liceo Leopardi Majorana, 5B e 4D ginnasio, si sono cimentate nella lettura di poesie per gli ignari e sbigottiti passanti di Piazzetta Cavour, Piazza della Motta e Palazzo della Provincia. L’idea nasce dall’attrice Carla Manzon che ha coordinato gli alunni insieme alle insegnanti Angela Piazza e Maria Rosa Burino.

Durante il mercato di sabato mattina, i ragazzi hanno fermato i passanti proponendo la lettura della poesia scelta fra quelle che ognuno di loro ama di più, quella che considerano la loro poesia. Le reazioni della folla sono le più disparate: chi rimane piacevolmente sorpreso dall’iniziativa, chi “non ha tempo” per ascoltare nemmeno un verso, chi rimane indifferente, chi si emoziona.

L’idea nasce con lo scopo di trasmettere ai passanti la gioia che una poesia può suscitare, un genere letterario che sembra essere ormai, non scomparso, ma fuori moda, perché ritenuto incomprensibile e ostico. Molti passanti, infatti, non appena vedono che si tratta di una lettura di poesie, si dileguano in fretta o manifestano apertamente la propria ostilità verso questa forma d’espressione. È assai comune nutrire un’ avversione nei confronti della poesia, perché essa costringe a fermarsi un attimo a riflettere sulla propria condizione e a guardare dentro se stessi. Spesso una poesia può distruggere un precario ed effimero equilibrio che avevamo artificiosamente costruito cercando di dare un senso alla nostra vita. Ma una poesia può anche farci intravedere una nuova strada illuminata che non avevamo mai scorto prima.

E per rimanere incantati da una poesia non è necessario leggerla cento volte e analizzarla con l’aiuto di un manuale, ma possiamo esserne rapiti anche ascoltandola per la prima volta. “La vera poesia può comunicare anche prima di essere capita” affermava ottant’anni fa il poeta Thomas Eliot.

Poi nel corso della giornata, gli studenti acquisiscono sempre più coraggio e fermare la gente non è più un problema, ma diventa spontaneo e anche divertente. L’approccio alla folla non è solo individuale, ma i ragazzi declamano anche in coro i componimenti scelti, ottenendo un risultato di maggiore effetto per gli spettatori, e che non costringe i passanti a fermarsi.

“È un modo per entrare in contatto con persone a cui altrimenti non ci si sarebbe mai avvicinati, soprattutto per quanto riguarda le generazioni più anziane, che tendono spesso a considerare i giovani come persone insensibili- hanno dichiarato gli studenti intervistati – Una giornata che aveva lo scopo di distogliere la gente dalla frenesia quotidiana, anche se solo per qualche minuto, regalando loro uno spunto di riflessione, un sentimento, una parola.”

E in molti casi, anche le persone, con le più svariate reazioni, arricchiscono gli studenti con lezioni di vita che quel giorno non avrebbero mai pensato di ricevere.

Caterina Rossi VBg

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