“Otto anni di vita per Facebook”: la previsione di Wall Street

Facebook sarebbe il classico colosso dai piedi d’argilla, e rischierebbe di ridimensionarsi fino quasi a scomparire tra cinque o al massimo otto anni. Lo ha affermato Eric Jackson, un’analista di Wall Street, già fondatore di Ironfire Capital, in un’intervista alla Cnbc. Secondo Jackson, a dispetto della continua espansione della sua utenza, il social network rischia di seguire le orme di Yahoo e Aol. “Yahoo – ha dichiarato – fa ancora soldi, è ancora in attivo, ha ancora 13.000 dipendenti che lavorano per lei, ma è il 10 per cento del suo massimo valore nel 2000. A tutti gli effetti, è scomparso”. L’idea di “scomparsa” di un’analista finanziario non coincide esattamente con quella che hanno le persone comunemente, ma la “profezia” impressiona ugualmente. Una profezia che fa il paio con quella del “guru” del free software, lanciata nell’ambito di un’intervista realizzata da Anna Masera, e condita con un bel po’ di compiacimento per la parabola discendente di Mark Zuckerberg, che avrebbe fatto “più danni alla razza umana di chiunque altro alla sua età”. Le previsioni dell’analista di borsa statunitense, invece, si basano su dati ben visibili a chiunque abbia approfondito lo sfortunato ingresso in Borsa del re dei social network. I documenti che hanno accompagnato il passaggio a Public Company di Facebook segnalavano a chiare lettere un problema strategico rispetto alla diffusione della tecnologia mobile. La principale fonte di reddito del social network, la pubblicità, sembra male integrarsi nelle interfacce delle app per telefonini e tablet, mentre è ormai evidente che i collegamenti alla Rete avverranno sempre più da questi dispositivi mobili rispetto ai tradizionali pc. Quella “mobile” è, secondo Jackson, la terza generazione del web, dopo i grandi portali come Yahoo e i social network come Facebook. Ma perché i social media, forti della grande passione (sia pure in calo) che suscitano in milioni di persone, non potrebbero adattarsi al nuovo ecosistema mobile? L’analista non esclude (e come potrebbe?) questa possibilità. E’ evidente che Zuckerberg e soci si stanno muovendo in questa direzione, come dimostrano le insistenti voci sul telefonino marcato Facebook e il tentativo di acquisto, sospeso da una indagine di routine della Federal Trade of Commission, di Istagram, un’app per la condivisione d foto di grande successo. Per Jackson, tuttavia, assisteremo a una replica del tentativo di Google di penetrare nel settore dei social media, finora dimostratasi al di sotto delle aspettative. “Facebook può comprare un mazzo di società di telefonia mobile, ma resta sempre un grande, grasso sito web, che è diverso da un app mobile”. Proprio questa analisi, piuttosto che la volatile previsione di scomparsa del social network entro otto anni, merita maggiori riflessioni. Internet sarebbe, dunque, una sorta di Saturno, divinità romana che divorò i suoi figli, che farebbe banchetto dei propri campioni generazione dopo generazione, per di più a una velocità mai vista persino nella nella moderna società industriale. Quando si parla di generazioni, riferendosi a Internet, ci si riferisce infatti a un periodo di tempo di due decenni al massimo. E sorprende l’idea che proprio nel Web e nel mondo della tecnologia digitale, che hanno fatto della flessibilità il loro marchio di fabbrica, si possa assistere al declino impotente di aziende leader che non riescono a stare al passo coi tempi. In realtà, si tratta di un destino per nulla segnato: Apple è un’azienda che appartiene a una generazione tecnologica precedente Internet, e oggi ne è una regina indiscussa. Google potrebbe rientrare nell’era dei portali descritta da Jackson, ma con lungimiranza ha saputo ritagliarsi una posizione forte anche nel mercato mobile, sia pure duellando con l’impero di Steve Jobs. In fondo, possiamo ancora sperare che non esistano fenomeni economici o tecnologici a cui uomini intelligenti non sappiano rispondere o che non possano anticipare.

L’articolo completo e gli approfondimenti sono disponibili all’indirizzo: http://www.lastampa.it/cmstp/rubriche/girata.asp?ID_articolo=10511&ID_blog=30&ID_sezione=38

Annunci
Questo articolo è stato pubblicato in Agorà da rc . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...