Le tante facce della matematica

Venerdì 29 giugno presso la Sala Conferenze della Biblioteca Civica di Pordenone si terrà alle 18.00 una conversazione con Chiara Sartori a cura di Matteo Menotto sull’Arte digitale: la matematica della creatività.

“(La vita delle forme) non si elabora secondo dati fissi, costantemente e universalmente intellegibili, ma genera diverse geometrie all’interno della geometria stessa, come si crea la materia di cui ha bisogno.»
H. Focillon, Vita delle forme

L’Associazione “Insieme per la biblioteca” in collaborazione con la Biblioteca Civica e Scienzartambiente, con il patrocinio del Comune di Pordenone, propone un ciclo di conferenze dal titolo Le tante facce della matematica con l’obiettivo di mettere in evidenza  come la matematica interagisce con l’arte, con la poesia, con la natura, con le cose, con le persone…, avvalorando in tal modo,  non solo la sua funzione formativa ma anche la sua connotazione creativa e produttiva, facendo più facilmente superare il luogo comune di “scienza esatta” e di materia d’insegnamento tra le più ostiche.
Nel corso del primo incontro, come sottolinea il giovane relatore Matteo Menetto, si intende considerare il rapporto che intercorre tra un’opera d’arte ed il momento storico in cui viene concepita, si coglie come spesso l’evoluzione dei mezzi e degli strumenti del tempo partecipino a definirne la resa finale. Contestualizzando alla nostra epoca la biunivocità di questa relazione, si delinea il valore di una riflessione sul legame tra espressione artistica e mezzo digitale, nell’insieme delle varie potenzialità che un sistema di matrice matematica può offrire.
Le considerazioni circa l’attualità e lo sviluppo futuro di un linguaggio artistico filtrato attraverso il mezzo digitale sono raccolte a partire da alcuni spunti offerti da Lezioni americane di Calvino e articolate facendo riferimento tanto a riflessioni critiche quanto a esempi pratici di opere realizzate.
Al centro dell’incontro vi è non tanto il tentativo di sintetizzare in poco tempo un universo così vasto e complesso come quello di tutta l’arte digitale, quanto più l’intenzione di aprire delle prospettive di confronto e conversazione circa le potenzialità e gli sviluppi dell’opera d’arte attraverso il linguaggio del mondo digitale.
Il tema, declinato rispetto al momento presente, si ricollega più generalmente all’indagine sempre attuale sul ruolo della macchina rispetto ai singoli risultati che l’individuo, una volta raggiunta una consapevolezza “tecnica” del mezzo, riesce a produrne, servendosi così delle ferree regole di un sistema per costruire una libera espressione della propria individualità.

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