Filosofare/6 – Riflessioni sulla politica

Cosa centriamo noi con la politica? Perché dovremmo interessarcene se non possiamo influire su di essa? Non ci riguarda adesso, non vedo perché dovremmo interessarcene. Questo potrebbe pensare uno studente del liceo sulla politica. In fondo, noi cosa possiamo fare per influenzare la scena politica attuale? Nulla.
Ma la politica deve interessarci per vari fattori. Il primo è la nostra personale preparazione per il futuro, in cui saremo elettori o, in alcuni casi, eletti. L’altro fattore è che la politica è più vicina a noi di quello che possiamo pensare. C’è vicina a partire dall’ambiente scolastico. Ma prima di parlare di questo, dobbiamo definire una cosa fondamentale. Cos’è la politica?
La politica è, fondamentalmente, ciò che permette a uno stato democratico di esistere. Diciamo democratico perché se c’è un dittatore abbiamo sì delle regole, ma potrebbero non essere condivise e discusse, cosa che invece succede in uno stato democratico in cui alla base del governo c’è la politica. La politica, però, non serve solo nel caso di un organismo complesso come uno stato, bensì anche nella piccola comunità, come può essere una famiglia. Senza politica, infatti, non si potrebbero decidere le leggi per governare al meglio la comunità, e queste cadrebbero nell’anarchia, dove non viene riconosciuto un governo ufficiale che guidi lo stato, e quest’ultimo cadrebbe in una situazione nella quale le leggi sono assenti.
Ma cosa centra tutto questo con la nostra scuola, vi chiederete voi? Pensateci bene. Cosa facciamo noi all’inizio di ogni anno scolastico? Eleggiamo i nostri rappresentanti di classe e d’istituto, giusto? Bene. Non è forse questa politica? Siamo costantemente coinvolti in una vita politica, nella piccola comunità qual è la nostra scuola. Potremmo fare addirittura un parallelo ( con qualche forzatura) tra la comunità scolastica con la sua organizzazione politica e lo stato italiano e la sua organizzazione. Noi studenti siamo tutti cittadini, ma alcuni ricoprono cariche politiche. I rappresentanti di classe, per esempio, possono essere rapportati ai sindaci della città, o nel nostro caso sindaci della classe. Loro compito è infatti quello di mantenere ordine all’interno della classe o eventualmente accordarsi con i compagni per fissare delle regole interne. Questi hanno inoltre il compito di segnalare eventuali malumori o mancanze di disciplina particolarmente gravi. Passiamo adesso alle cariche più importanti. I rappresentanti d’istituto.
Le modalità di elezione sono democratiche, basate sulla maggioranza, simili a quelle delle elezioni  nel nostro stato, con qualche aggiunta.
Le varie liste in un giorno prestabilito espongono i propri programmi agli studenti. Questi hanno un paio di settimane per riflettere su chi votare e in un giorno prestabilito vengono istituite le elezioni per stabilire i rappresentanti di classe e per decretare la lista vincente, nonché votare i rappresentanti della consulta provinciale.
Una cosa volevamo però chiedervi e farvi osservare, riguardo alla politica italiana: ci sentiamo realmente rappresentati da parlamentari che non abbiamo mai visto o sentito nominare? Inoltre volevamo fare un’altra osservazione sull’elezione dei rappresentanti di classe. Questi non possono proporre programmi tanto differenti l’uno dall’altro, quindi non possono spiccare per programmi particolarmente interessanti. Quindi la nostra domanda è questa: i rappresentanti di classe li votiamo perché li riteniamo effettivamente capaci di amministrare la classe adeguatamente o li votiamo perché ci stanno simpatici? Preferiamo votare una persona che magari non ci va particolarmente a genio ma risoluto e deciso nel proporre le idee o preferiamo votare qualcuno che ci sta simpatico ma non è capace a proporre adeguatamente le idee della classe?
Tornando al discorso delle analogie, le liste scolastiche rappresentano le liste elettorali che ci sono ad ogni elezione e i rappresentanti di istituto rappresentano il “presidente del consiglio”, mentre i rappresentanti della consulta rappresentano” il ministro degli esteri” della scuola, avendo il compito di confrontare i progetti della scuola a livello provinciale con quello delle altre scuole.
Queste somiglianze ci portano a capire che siamo sempre coinvolti nella politica, soprattutto a livello scolastico.

Sebastiano Vianello, Federico Lot, Eduardo Canaku, Michael Kumah, 3Bs

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