Filosofare/10 – La democrazia

Il rischio della democrazia, secondo Zagrebelsky, è  caratterizzato dal fatto che gli uomini politici, per vincere la partita del potere e  acquisire consenso elettorale operano  gli uni a scapito degli altri e manovrano gli elettori; in questo modo ad essere politicamente attivi sono solo i governanti e non i governati.
“L’uomo politico tratta in voti come l’uomo d’affari tratta in petrolio”.                                                                                                                     Il rapporto tra imprenditori politici ed elettori è molto simile a quello tra imprenditori economici e consumatori e, come se non bastasse, la propaganda elettorale è tanto menzognera e fraudolenta quanto la pubblicità dell’uomo d’affari.
Probabilmente l’unica cosa che differenzia il consumatore dall’elettore è che il primo si può accorgere alquanto facilmente se ciò che ha acquistato non vale niente, il secondo invece non se ne accorge, o si accorge troppo tardi, delle porcherie politiche che ha acquistato con il suo voto.
L’idea del mercato dei voti possiede, nonostante le critiche avanzate da più studiosi, comunque una verosimiglianza.                                                                                             Infatti il produttore (a) offre beni (b) al consumatore in cambio di denaro (c) e similmente l’uomo politico (a) offre promesse (b) in cambio di voti (c).                                                                                             Questo sistema subisce una prima deviazione nel momento in cui scompare il termine intermedio (b) e il candidato mette avanti se stesso (a) per ottenere voti (c).
‘Votatemi per quello che sono,compratemi perché sono bello, sensibile,imbattibile,ricco…………’
In questo modo la campagna elettorale perde di significato,diventa campo di ‘Seduzione personale’ e così si oscura ciò che è essenziale per giustificare l’ardire di chiedere voti:LA RAGIONE POLITICA.
La seconda deviazione sta nel modo di usare i dati di fatto; ognuno ha i suoi dati che gli danno ragione, dati costruiti ad hoc.
In queste circostanze falsità e frode devono essere considerati dei veri e propri attentati alla democrazia.
La terza distorsione consiste nel considerare l’elettore come un supporter e non come un individuo dotato di ragione.
La mancanza  del ragionare insieme, del piacere di apprendere qualcosa dall’altro, lascia libero transito a seduzione e falsità  e mina in profondità la natura della democrazia.

 Martini Nicole, 3Bs

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