“Come un cervo scompari e riappari nella foresta” di Marcello De Blasio

Come un cervo scompari e riappari nella foresta
Su di te le mie parole cadono
e ricadono infine sul pavimento.

Il tuo sguardo è animale
Si posa su di me di sfuggita
E mi chiedo qual contatto cerca,
quando mi fissa.

Noi spezziamo le linee continue
Non siamo parole, bensì immagini
Voliamo bassi, ma così lontano

Dove andiamo? Noi non cerchiamo una meta
e ahimè, qui il nostro dolore si annida
E’ in noi, qui, è Dioniso, come lui
noi siamo smembrati.

Cadiamo sulla terra per affondare in essa
Perché così possan nascere fiori morenti
Eppure, così belli!

Vivono di un solo giorno, ma così siamo noi
Trapassa in essi il sentir nostro.

Noi ondeggiamo su acque calme
Non siamo foglie di pietra
Ma fronde autunnali che si liberano del loro peso
Noi siamo la corrente dei fiumi
Solchiamo i cieli e le terre
Noi siamo la musica presente nella natura
Noi siamo i suoi colori, i suoi dolori, noi siamo le sue divinità
Noi amiamo chiunque, senza chiederci il perché
E’ la nostra sensibilità, la più intensa opera d’arte
che il mondo creò.

Eppure abbandoniamo popoli e genti
Facciamo vibrare il nostro più malinconico istinto
la più dura ed evidente delle necessità: addio!

Noi siamo,
noi siamo  i poeti.

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