Dal 18 al 22 settembre torna Pordenonelegge

pordenoneleggeAnche quest’anno a pordenonelegge.it ci saranno grandi nomi della letteratura italiana e internazionale, con un programma che unisce firme consacrate a scrittori esordienti. Un gradito ritorno al festival è quello del fresco vincitore del premio Strega Walter Siti, che si presenterà in veste di critico con un libro, Il realismo è l’impossibile, che è di fatto una dichiarazione di poetica. Altra stella della letteratura italiana è Carlo Lucarelli, che dopo tanta attesa è uscito con il suo ultimo riuscitissimo thriller, dove ancora una volta la figura del serial killer si presta a raccontare l’oscurità dei nostri tempi. Il noir e le sue contaminazioni fra cultura pop, musica e fiction televisive saranno al centro del dialogo fra Tito Faraci e Luca CroviSusanna Tamaro ci parlerà invece del suo ultimo romanzo, forse il più intimo e coraggioso: la storia di una bambina che diventa adulta e insieme la storia della scoperta della terribile bellezza del mondo. Voce femminile di primissimo piano è anche quella di Lidia Ravera, che ci racconterà una storia struggente e divertente, in cui l’età avanzata dei protagonisti diventa l’occasione per un rinnovato inno alla vita. Una grande signora della letteratura italiana, Sveva Casati Modignani, straordinaria affabulatrice d’amore e sentimenti, presenterà a pordenonelegge il suo ultimo romanzo, ambientato tra Milano e Torre del Greco nel mondo affascinante e poco conosciuto dei corallari. Anche Rossana Vesnaver, in dialogo con Maria Grazia Capulli, entrerà nel vivo della vita delle donne con un romanzo che vede protagonista una quarantenne: dopo anni di delusioni decide di ricominciare tutto da capo alla ricerca dell’amore vero. Ancora tutto al femminile sarà il dialogo fra Kareen De Martin Pinter e Rosella Postorino, autrici di due romanzi che scandagliano i temi della crudeltà e dell’esclusione, dove piccoli universi concentrazionari creano le premesse di una sofferta educazione sentimentale. Altro dialogo di grande interesse sarà quello fra Guido Conti e Matteo Righetto: la natura tra mito e cultura, tra avventura e affabulazione sarà lo sfondo di storie dai tratti forti che affondano nelle radici antropologiche dell’uomo. Una natura spietata e al contempo saggia sarà il filo rosso dell’incontro con Mauro Corona: arrivato a una età in cui è giusto fare i conti col passato e regalare la propria esperienza ai più giovani. Siamo ancora nella natura con Antonio Moresco, che con La Lucina mette in scena un dialogo continuo con gli esseri che popolano i boschi, e riflette sulla solitudine e il dolore dell’esistenza, ma anche su ciò che lega uomini e animali, vivi e morti. Il poeta Pierluigi Cappello, accompagnato da Giuseppe Battiston Stas Gawronski, presenterà a pordenonelegge la sua prima prova di narratore: racconti che sono il distillato di una vita di dolore e felicità, con la forza epica di chi fa proprio il destino collettivo. Il dolore, interiore ma soprattutto fisico, e la solitudine che spesso ne consegue, saranno il tema del dialogo fra Mariapia Veladiano e Marco Venturino, moderati da Carlo Gargiulo, e dell’incontro con Pierluigi Battista, autore di un romanzo che ci spinge ad affrontare un nodo cruciale della contemporaneità: la tensione tra desiderio e pensiero della fine, tra narcisismo e accettazione del limite. Estremamente legato alla vita cosmopolita di oggi è anche il romanzo di Claudia Durastanti, storia di un amore sullo sfondo di un confronto tra generazioni in cui le responsabilità di traumi e dolori emergono solo in un cortocircuito sociale, culturale e affettivo. Un viaggio nella contemporaneità più pressante è anche quello che proporrà Antonio Pascale, con un racconto semiserio, irresistibile e provocatorio della vita nei nostri tempi. Una storia famigliare è al centro dell’ultimo romanzo di Romana Petri: figli dello stesso padre, ma di due donne diverse, Germano ed Emilio si rivedono dopo un lungo silenzio, accomunati unicamente dall’amore insoddisfatto per il padre Giovanni. L’autrice presenterà il suo libro al festival insieme a Monica Guerritore. Il mondo degli scacchi, invece, sarà il tema dell’incontro con Mauro Covacich autore che, attraverso la metafora del gioco, cerca esplorare il funzionamento del corpo e della mente per dimostrare, sulla scorta dell’insegnamento delle neuroscienze, quanto essi siano indissolubilmente legati. Alessandro Cinquegrani e Tullio Avoledoparleranno invece del Nordest letterario: una maxi regione che ha da sempre affascinato gli scrittori e che ancora oggi è musa di grandi narrazioni. Mentre due autori di fumetti, Igort e Giorgio Carpinteri, si soffermeranno sulle relazioni fra graphic novel, storia e letteratura. L’avventura fantastica del quotidiano, vissuta da un bambino intrepido e solitario, verrà raccontata da Adriàn Bravi. La Seconda Guerra Mondiale come argomento di approfondimento storico ma anche come riserva di grandi narrazioni e mitologie contemporanee sarà raccontata da una scrittrice, Ben Pastor, e uno storico, Gianluca BarneschiUgo Gregoretti e Giuseppe Furno dialogheranno intorno alla storia di Venezia, raccontata nell’ultimo romanzo di Furno con grazia epica e travolgente afflato narrativo. Grande spazio verrà dato a pordenonelegge al genere fantasy con due incontri che sveleranno al pubblico il dietro le quinte della costruzione di un romanzo di genere: il primo dialogo sarà con l’acclamata autrice Licia Troisi e Francesco Gungui, autore del recentissimo Inferno; e il secondo vedrà come protagonisti le autrici Lorenza Stroppa e Flavia Pecorari, la blogger Sara Menichetti, e la junior editor Francesca Guido.

Anche la critica letteraria sarà protagonista del festival, perché non può esistere letteratura senza un serrato ragionamento sulle sue condizioni materiali di esistenza, e senza un legame a una tradizione e a una estetica condivisibile. Pierpaolo Antonello, in dialogo con Stefano Moriggi, si interrogherà sullo stato delle “due culture” nella storia della letteratura italiana: un confronto con strategie di accettazione non sempre scontate. Enza Del Tedesco metterà in frizione Romanzo e Nazione, mostrando come il romanzo italiano si sia sempre scontrato con il tentativo di raccontare una nazione che non c’è. Roberto Cresti invece farà il punto sulle avanguardie italiane del Novecento soffermandosi in particolar modo sul futurismo. Mentre Alberto Camerotto ci porterà a fare un viaggio nella satira a partire dai classici con un scelta di letture avvincenti. Carlo Tolazzi e Maurizio Gnerre, sullo sfondo dell’allarme Unesco che prevede la morte di metà delle lingue minoritarie entro la fine del secolo, parleranno della necessita delle traduzioni anche nelle lingue delle piccole patrie.

pordenonelegge vanta poi tre importanti collaborazioni: la prima è con il Premio Dedalus che come consuetudine presenterà il suo vincitore durante il festival. La seconda con TuttoLibri della Stampa e Golivefvg, che ha avviato un concorso per la scrittura di un romanzo collettivo per raccontare il Friuli Venezia Giulia: ne parleranno l’autore che ne ha scritto l’incipit, Fulvio Ervas, e il giornalista Bruno Ventavoli. Continua poi anche quest’anno la collaborazione tra pordenonelegge e il Premio Campiello Letteratura. Saranno presenti i protagonisti della 51^ edizione del Premio Campiello in un incontro in cui interverranno Luigi Matt e Piero Luxardo. Un secondo appuntamento sarà invece dedicato alCampiello Giovani, con la partecipazione dei cinque finalisti e di Matteo Cellini.

Di straordinaria rilevanza è anche la presenza di autori stranieri, perché pordenonelegge da sempre vuole essere un ingranaggio di trasmissione della conoscenza, e aprire finestre sulle realtà più lontane e significative del pianeta. Partiamo con uno degli autori più amati degli ultimi anni, una icona della letteratura mondiale, il francese Daniel Pennac che ci racconterà la storia di un padre, recuperata dal figlio dopo la morte: il viaggio di una vita, con tutte le sue strepitose scoperte, con le sue grandezze e le sue miserie. Raffinatissima autrice, Maylis De Kerangal presenterà il suo ultimo romanzo, Storia di un ponte, dove protagonista è l’incredibile lingua che lo plasma, lingua capace, nel flusso inesausto delle parole, di nominare e scoprire le cose. Lo scrittore dissidente cinese Yan Lianke, insieme a Renata Pisu, regalerà una immagine di una Cina inconsueta, stretta tra l’enorme sviluppo industriale e una civiltà rurale che non vuole morire. Uno sguardo sulla Serbia sarà invece dato da David Albahari, che racconta di un giornalista belgradese, involontario spettatore di un episodio banale e violento che gli sconvolge la vita; e da Milienko Jergović con la commovente storia di Dzelal: una donna persa tra guerra, dolore, senso di colpa, morte, e la speranza in una redenzione. L’ucraina contemporanea, nazione divisa tra capitalismo selvaggio e rimasugli di comunismo, sarà invece al centro dell’incontro conAleksej Nikitin: attraverso la metafora del gioco, il racconto di una realtà contraddittoria. La scrittrice iraniana Dina Nayeri, racconterà la storia sofferta di una famiglia sradicata dalla rivoluzione Khomeinista, che vede protagoniste due sorelle gemelle separate da un oceano. Un narratore di grande respiro e intelligenza umana, Petros Markaris, attraverso il genere giallo, entrerà dentro alcuni degli snodi sociali e emotivi più importanti della Grecia travolta dal debito. Un graditissimo ritorno sarà poi quello di Ildefonso Falcones, che presenterà in anteprima il suo nuovo romanzo La regina scalza in uscita nei giorni del festival. A pordenonelegge ci sarà poi la straordinaria occasione di incontrare Fernando Arrabal, il grande drammaturgo spagnolo, protagonista della scena intellettuale e artistica europea del novecento: artista poliedrico, cineasta, poeta, pittore, romanziere, scacchista, patafisica e performer ante litteram.

In prima assoluta, Arturo Pérez-Reverte, con la consueta raffinatezza ci porterà nel cuore di una storia d’amore dove i due amanti faranno i conti con trent’anni di reciproci inganni, tradimenti e rimpianti. La Scandinavia ormai da diversi anni è sinonimo di giallo, e uno dei suoi più validi e amati interpreti Jussi Adler-Olsen, presenterà il suo ultimo romanzo in uscita proprio nei giorni del festival. Chiudiamo questa carrellata con due grandissimi autori in lingua inglese: l’irlandese John Banville, voce tra le più significative di una nazione ricchissima di talenti letterari, che ci condurrà attraverso gli intrichi di un delitto avvenuto nel mondo della comunicazione. E l’australiano Peter Carey, due volte vincitore del prestigiosissimo Booker Prize, che tesserà il suggestivo racconto di una elaborazione del lutto che avviene attraverso il restauro di un manufatto antico: e sarà proprio questo manufatto, l’automaton, nella sua inspiegabile imitazione della vita, a unire due sconosciuti, lontani nel tempo e nello spazio.

pordenonelegge, nella sua quattordicesima edizione, continuerà Roland. Scritture emergenti. I curatori saranno lo scrittore Giorgio Vasta e l’editor Marco Peano, che selezioneranno sei autori inediti presi dai migliori bacini di scrittura italiani, fra cuipordenonescrive. In due mattinate questi autori inediti discuteranno dei loro lavori con sei addetti ai lavori: gli editor Giulio Mozzi, Vincenzo Ostuni, Angela RastelliAlberto RolloMichele RossiChiara Valerio. Una arena libera e vivace, in cui si cercherà di capire cosa fa decidere di pubblicare o meno un libro. In questo modo, a pordenonelegge si realizzerà un momento che è al contempo fertile (lo scouting) e critico (la discussione sulla scrittura e sull’editoria), e che consolida l’immagine di Pordenone come città ricca di scrittori, con una vocazione alla ricerca di nuovi talenti. Non è impossibile immaginare che gli autori scelti quest’anno a cui toccherà in sorte di pubblicare possano presentare il libro durante il prossimo pordenonelegge, proprio come autori scoperti dalla manifestazione.

Non sempre i libri hanno una vocazione alla fiction. Spesso cerchiamo tra le pagine un senso e un orientamento rispetto a ciò che succede nel nostro tempo. La democrazia, e cioè la forma di governo che conosciamo come tipico prodotto politico dell’Occidente, è sempre più spesso messa in crisi da una serie di nemici sia interni che esterni: questo sarà il tema della lezione magistrale di Sergio Romano che inaugurerà ufficialmente il Festival, venerdì 18 settembre alle ore 18.30. Un altro grande interprete della storia e della politologia contemporanea, Marcello Flores, narrerà il Novecento come un secolo mondo, cercando di intuire quali scenari internazionali si possono immaginare procedendo di questo passo. Sempre rimanendo nel Novecento, Francesco Chiamulera e Massimo Teodori si interrogheranno, ricostruendoli da un punto di vista storico, sull’importanza degli anni Ottanta americani e di una sua figura simbolo: Ronald Reagan. Massimo Teodori, poi, in un secondo dialogo con Lucetta Scaraffia, rifletterà sul ruolo della chiesa in rapporto alla vita sociale e politica del cittadino, quale differenza tra le scelte del laico e quelle di chi aderisce al proprio credo confessionale. D. Renato De ZanS.E. Mons. Giuseppe Pellegrini, moderati D. Bruno Cescon parleranno dell’interpretazione della Bibbia: quando la scienza è cercata dalla fede. L’Italia di oggi, vista come una sorta di inferno morale e politico da sferzare con rime e invettive, sarà raccontata dal giornalista Tommaso CernoPaolo Maggioni e Sara Zambotti dialogheranno intorno alle leggende metropolitane che spesso danno un senso ulteriore, per quanto distorto, alla realtà. Il rispetto delle regole, ma soprattutto come trasmettere il senso civile in una nazione dominata dagli individualismi e dai “furbi”, sarà l’oggetto dei due incontri con Gherardo Colombo, il primo destinato ai ragazzi e il secondo ai genitori. Marco Cerri, attraverso il problema delle badanti, racconterà il nostro progressivo invecchiamento, la contraddittoria crescita del lavoro femminile, la crisi del welfare, il passaggio dall’economia industriale alla società dei servizi. Flora Tommaseo invece, insieme a Claudio Magris e Peppe Dell’Acqua, ci proporrà un percorso attraverso il disagio mentale, che parlerà di identità, soggettività, coraggio, ma anche di un’incessante richiesta di aiuto, come quella di un pesce che chiede silenzioso di essere sollevato dalle ristrettezze di un acquario e nuotare nel mare. Il diario quotidiano di un padre, quello di Gianluca Nicoletti, che racconterà la storia del figlio autistico Tommy, e di quanto questa esperienza gli abbia permesso di imparare. Quale rapporto legava geni come Marcel Proust è Giacomo Leopardi alle loro madri, è ciò che si chiederà la giornalista Valeria Palumbo: diciassette curiosi ritratti di madri ingombranti, indifferenti, coltissime e divertenti. Paolo Rumiz, invece, ha disceso, esplorato, “ascoltato” il fiume Po: ne sono usciti un libro e un documentario che confermano lo sguardo prensile, la scrittura ispirata e mobile e la capacità di visione dell’autore. Dell’area Balcanica, a metà tra reportage narrativo di viaggio e mappa dell’anima, parleranno, partendo dal libro Balkan CircusAngelo FloramoMonica Bulaj e Maurizio Crema. Due incontri saranno poi dedicati alla cucina: il primo con Filippo Ongaro che sosterrà come, grazie a cibi che hanno proprietà benefiche, possiamo diventare più belli; e il secondo con il celebre cuoco Carlo Cracco il cui ultimo libro è un vero e proprio corso di cucina, adatto sia a chi muove i primi passi, sia a chi vuole avere l’opportunità di mettersi alla prova con le idee più sorprendenti. L’arte, ma soprattutto il racconto dell’arte, sarà il tema dell’incontro con Cristiano Seganfreddo e Luca Beatrice, critico d’arte ironico e aperto alle molteplici sollecitazioni visive del contemporaneo che esplorerà il tema del sesso nella storia dell’arte. Flavio Caroli invece spiegherà, attraverso la puntale analisi delle opere, i cambiamenti e le rivoluzioni, mettendo in luce i continui rapporti con la tradizione pittorica del passato. Antonio Caprarica, con la consueta verve che lo ha reso uno dei volti televisivi più popolari, ripercorrerà in anteprima al festival la storia dei Windsor, la casa regnante inglese che aspetta la nascita del suo ultimo rampollo. Quindici anni di incontri con i grandi architetti internazionali, saranno al centro dell’incontro con Enrico Arosio: autori di opere che hanno trasformato l’identità delle città europee e americane. A conoscere realtà molto lontane dalla nostra, ci porteranno invece Elisa Cozzarini e Ibrahim Kane Annour, una guida turistica Tuareg costretta a fuggire in Italia, durante una delle tante rivolte per il controllo dell’urano: la storia di un uomo che non avrebbe mai voluto abbandonare l’Africa e che vorrebbe continuare a essere libero. In collaborazione con il Premio Itas del Libro di MontagnaLeonardo Bizzaro, giornalista e esperto di alpinismo, e Angelo Recalcati, profondo conoscitore e collezionista di letteratura di montagna, racconteranno il libro del vincitore dell’edizione 2013, Mario Casella. Un richiamo per i giovani a cimentarsi con la più bella avventura che viene dopo l’esperienza della montagna: raccontarla. il Premio ITAS “Montagnav(v)entura” verrà presentato dal Presidente della giuria, Enrico Brizzi. Kurt Diemberger, una leggenda dell’alpinismo internazionale racconterà la sua vita e le sue imprese intervistato da Luca Calzolarigiornalista e coordinatore del gruppo di lavoro “CAI 150”, e daRoberto Mantovani, alpinista e scrittore. Due incontri verranno poi dedicati alle erbe medicinali: Valentino Mercati, presidente di Aboca e Erika Maderna, saggista e studiosa della tradizione officinale, raccontano l’intreccio tra natura e cultura che rinnova la conoscenza, l’esperienza e il piacere della vita verde. Mentre Lucia Tomasi Tongiorgi dialogherà con Duilio Contin sulla conoscenza dell’arte curativa delle erbe e sull’arte della loro rappresentazione. Un’anticipazione del Centenario della Prima Guerra mondiale, che pordenonelegge realizzerà con alcuni appuntamenti: Emanuela Zilio e Giambattista Marchetto, spiegheranno come è possibile creare un museo interattivo, arricchire l’esperienza e cooperare per una conoscenza più ampia e condivisa della prima guerra mondiale; mentre Antonio Gibelli e Sergio Frigo ci condurranno dentro gli Itinerari letterari di inizio secolo raccontati dalla memorialistica privata.

La crisi che attanaglia l’economia mondiale costringe a ripensare parametri di pensiero che fino al 2008 consideravamo normali e consolidati. Sulla scorta di questa riflessione, pordenonelegge proporrà una serie di incontri sul tema dell’economia legata all’etica e all’innovazione. Menzioniamo per prima una grandissima firma del giornalismo italiano, Gianni Riotta, autore di una acutissima ricognizione sul mondo digitale, scritta con la consapevolezza che, anche se abbiamo creato gli strumenti del domani, vi travasiamo ancora vecchi contenuti e siamo in attesa di nuove idee per un cambiamento che stenta a cominciare. Riccardo Luna e Riccardo Donadon dialogheranno intorno alla rivoluzione degli innovatori, gli startupper che il lavoro non lo cercano perché provano a crearselo inseguendo un’idea innovativa. Sulla stessa lunghezza d’onda, Stefano Bartezzaghi ci porterà invece sulle soglie del pensiero creativo nell’epoca dei cellulari: guizzo di fantasia nel realismo e incursione della realtà nella fantasia, la creatività è un concetto ammaliante e contraddittorio. Sogni concreti, sogni da realizzare, sogni che possono portare la vita verso traguardi inaspettati, saranno raccontati Marina Salamon, attraverso l’esempio della sua carriera di imprenditrice. Ma l’economia occidentale ha anche grossi problemi, e uno di questi è certamente lo spreco energetico, poiché le inefficienze comportano gravi conseguenze in termini di costi economici, sociali e ambientali: ne parleranno Andrea SegrèMatteo Vittuari e Antonio CianciulloSegrè sarà impegnato anche in una riflessione sul valore dell’acqua. Altro problema è quello legato alla disoccupazione ormai dilagante in Italia, come dramma non solo economico ma anche umano e sociale, Massimo Cirri proverà a spiegare come è possibile affrontarlo anche attraverso la scrittura e il racconto. E poi, il problema forse più serio di tutti: la deriva finanziaria che ha preso il sopravvento nella nostra economia, quel finanzcapitalismo che è l’uomo nero del mondo d’oggi e il tema dell’ultimo saggio di Luciano Gallino. A questa deriva si può rispondere in diversi modi, tra i quali c’è certamente una maggiore consapevolezza etica nei fatti economici: per esempio, introducendo come fa Stefano Zamagni il concetto di responsabilità “civile” dell’azienda, nella forma specifica della cittadinanza globale dell’impresa, se vogliamo veramente dare impulso a un’economia altrimenti destinata al declino e promuovere modelli alternativi di crescita. Oppure, come sostengono Andrea Baranes e Mauro Meggiolaro, ascoltando le istanze e le concrete proposte degli indignati, coloro cioè che sono stati triturati dagli ingranaggi finanziari. Un’altra soluzione potrebbe essere quella, soprattutto in un paese come l’Italia, di sfruttare fino in fondo il valore economico della Cultura: ne parleranno Bruno ArpaiaDavide Rampello e Guido Guerzoni. Ma forse bisogna partire dal principio che, come sostiene Antonio Galdo, l’egoismo è finito e dobbiamo trovare le fondamenta per una nuova civiltà dello stare insieme, perché, citando Aristotele, nessuno è felice da solo. Vandana Shiva, che da sempre auspica un ritorno alla terra, ci spiegherà perché è contraria ai semi moderni geneticamente modificati, prodotti e venduti dalle multinazionali; semi che devono essere ricomprati a ogni raccolto e che rischiano di dare risultati ben diversi da quelli promessi. Certamente, qualunque correttivo ha bisogno di una attenta disamina nei territori della crisi, cogliendo gli aspetti strutturali che hanno causato la recessione con una severa indagine sul campo: questo il tema di tre incontri fra loro collegati, quello con Aldo Bonomi, indagine sui territori della crisi, quello con Dario Di Vico, incentrato sul sistema imprenditoriale a Nordest, e quello Paolo Possamai che si soffermerà sull’importanza delle infrastrutture e dei trasporti. Pietro Alessandrini, ci condurrà invece in un vero e proprio viaggio nell’economia, per scoprire che gli economisti servono, se non si limitano a dare contributi teorici astratti e si impegnano a capire la realtà. Usare antichi saperi e esperienze ludiche può essere un modo per vedere e risolvere problemi di strategia aziendale, così gli scacchi e l’arte della guerra di Sun Tzu, spiegate da Bruno Ballardini e Luca Desiata, potranno fornire concreti suggerimenti ai manager. Per chiudere, di grande interesse sarà l’incontro con Alessandro Marzo Magno, autore di una avvincente ricostruzione storica della nascita della finanza e dei soldi, quando erano proprio gli italiani ad avere le chiavi economiche del mondo di allora.

Di straordinario spessore sarà la qualità degli incontri dedicati alla scienza e alla filosofia.
Uno dei maestri della filosofia italiana, Carlo Sini, rileggerà Dante nei suoi rapporti col cristianesimo cercando di ricostruire come il grande poeta fiorentino abbia fondato una nuova identità psicologica, etica, politica dell’Occidente. Giulio Guidorizzi racconterà la forte relazione che i greci svilupparono con la dimensione onirica dell’esistenza: nel corso dei secoli, il sogno si trasforma da oracolo a inseparabile compagno dell’anima. L’incontro con Roberto Esposito avrà come tema la teologia politica che non è né un concetto né un evento ma il perno intorno al quale ruota, da più di duemila anni, la macchina della civiltà occidentale. Mentre il più noto studioso di induismo a livello mondiale, Richard Gombrich, ci porterà a conoscere meglio il pensiero del Buddha: un insegnamento tutto incentrato sull’esperienza umana, vista come un processo privo di soggetto agente che, simile a un fuoco divorante, arde fino a che non venga rimosso ciò che la alimenta.Lucio Russo, con Vladimiro Valerio, si soffermerà invece sulla controversa vicenda che vuole le fonti ellenistiche essere a conoscenza di latitudini e longitudini di località dell’America centrale: una scoperta che costringe a rivedere sotto una nuova luce molti aspetti della storia. Mauro Dorato ci inviterà a riflettere, da un punto di vista epistemologico ma anche col senso comune, sul concetto di tempo: l’esperienza dell’istante che separa ciò che non esiste più da ciò che non esiste ancora. I luoghi comuni sbagliati sulla scienza saranno al centro del dialogo fra Stefano Moriggi e Gilberto Corbellini che nel suo ultimo, provocatorio, saggio si è chiesto perché proprio nel nostro paese gli scienziati hanno smesso di essere una risorsa e sono considerati una minaccia. pordenonelegge dedicherà uno spazio importante alla psicanalisi con due incontri fra loro collegati: Jacques Nassif cercherà di rispondere alla domanda, perché si diventa psicanalista, attraverso un libro che è insieme raccolta di lettere, romanzo di formazione e saggio; e Massimo Recalcati si soffermerà sulla figura di Telemaco, il giusto erede. Il suo è il compito che attende anche i nostri figli: come si diventa eredi giusti? E cosa davvero si eredita se un’eredità non è fatta né di geni né di beni? La tavola rotonda con Beatrice BonatoFlavia ConteClaudio Tondo,Francesca Scaramuzza e Eliana Villalta sarà l’occasione per interrogarci sul significato del nostro essere “post-“, dopo la modernità e nel problematico oltrepassamento tecnologico della nostra “natura umana”. Mentre il dialogo fra Beatrice Bonato, Pier Aldo RovattiFrancesco Stoppa, partendo dal presupposto che insegnare oggi nelle scuole italiane è un’attività alquanto problematica, si chiederà cosa si può fare per migliorare la situazione, magari dando maggiore valore all’indipendenza di pensiero dell’insegnante stesso.

Nell’orizzonte di pordenonelegge la poesia è sempre ben visibile, tanto da creare quasi un piccolo festival nel festival. Inizierà Cristina Alziati, vincitrice della sezione poesia del Premio dedalus-pordenonelegge, dopo che Alberto Casadei avrà commentato alcune poesie di Giacomo Leopardi sotto la loggia del Municipio, per lasciare seguito alla presentazione di un altro premio, il “Giuseppe Malattia della Vallata” di Barcis, con i vincitori delle ultime edizioni, Antonio De Biasio, Fabio Franzin, Giacomo Vit, Silvio Ornella, Giuseppe Zoppelli. Si parlerà di poesia contemporanea con Alberto Bertoni, Roberto Galaverni e Davide Rondoni, che presenterà il suo libro fresco di stampa. Un originale almanacco della poesia italiana ed internazionale di quest’anno è presentato daMaurizio Cucchi e Titos Patrikios. Due nuovi libri, dopo lungo silenzio, due sicure conferme per Stefano Dal Bianco Alba Donati. Dialetto e lingua straniera, parole e musica con i Faxtet e i poeti Giovanni Nadiani e Willem Roggeman. Inoltre, Anna De Simone racconta la poesia di Nino De Vita, mentre Francesca Archibugi “mostra” il docu-film su Pierluigi Cappello, accompagnato dalle letture del poeta. Erik Lindner presenterà la nuova traduzione italiana delle sue poesie e Patrizia Cavalli il suo nuovo libro in un reading con Diana TejeraDomenico Ingenito presenta Umberto Piersanti, in un incontro che diventa un dialogo tra due diverse generazioni. Mario Benedetti e Luigia Sorrentino leggono dai loro libri più recenti e rispondono alle domande diAntonio Riccardi. L’antologia di una lunga presenza nella poesia italiana è quella che presenterà Nanni BalestriniBenedetta Craveri intervista il grande poeta polacco Adam Zagajewski.

Inoltre, in collaborazione con la Scuola di Cinema e di Televisione della Fondazione Milano, a coronamento del censimento dei poeti under ’40 realizzato da pordenonelegge nella prima parte del 2013, verranno presentati i vincitori del  concorso Poetry trailerGian Maria AnnoviDina BassoAzzurra D’AgostinoFranca MancinelliRenata MorresiAlberto Pellegatta.

Infine, le letture serali – coordinate da Roberto Cescon e Piero Simon Ostan – avranno come protagonisti: Alziati, BertoniCarabba, Rondoni, Lotter, Tomada, Tuzet, Gatto, RaimondiCucchi, Patrikios, Nadiani, Roggeman, De Marchi, LongegaTarghetta, Benigni, Dal Bianco, Donati, Lindner, MencarelliNacci, Cellotto, Obit, TolussoGuglielmin, Cavalli, De VitaMarko Kravos, Fantuzzi, Riccardi, Del Sarto, SiniccoSorrentino, Benedetti, Carabba, Zagajevski, Frison, PiersantiIngenito, Di Dio.

Torna al festival anche la Mappa dei Sentimenti, quest’anno “disegnata” da otto grandi scrittrici italiane: Caterina BonviciniFederica ManzonPaola MastrocolaFrancesca MelandriLaura ParianiVeronica RaimoLidia RaveraMariapia VeladianoSaranno chiamate a raccontare, in otto incontri venerdì 20 settembre, altrettanti sentimenti: la Speranza, l’Odio, l’Inquietudine, l’Invidia, la Gelosia, l’Amore, la Felicità e l’Amicizia sono altrettante chiavi di lettura per capire e raccontare la nostra vita intima, un diario di bordo che, a rileggerlo da un anno all’altro, da un decennio all’altro, da un momento storico preciso alla sua proiezione nel tempo, rivela come sono evoluti i sentimenti e le umane passioni, e soprattutto il nostro modo di relazionarci ad essi, di affrontarli, di viverli, di raccontarli. E’ un puzzle che il festival da molti anni ‘costruisce’, coinvolgendo gruppi di studenti accanto a voci preziose del nostro tempo, di volta in volta poeti, scrittori, scienziati, psicologi e quest’anno appunto le scrittrici.

Ancora una volta pordenonelegge.it si occuperà dei linguaggi contigui e comunicanti a quello della letteratura, soffermandosi in particolare sulle parole in scena. Durante la serata inaugurale di mercoledì 18 settembre andrà in scena al teatro Verdi lo spettacolo musicole Marcel Proust. La piccola frase, il tenero pianto conChristina Daletska, Walter ProssnitzNicoletta Maragno, e l’introduzione di Carlo De Incontrera: i grandi musicisti del passato alla ricerca di un tempo ritrovato. Una delle icone della musica classica contemporanea, il maestro Uto Ughi, in dialogo con Armando Torno, presenterà la sua autobiografia in cui, per la prima volta, ha condiviso con i lettori i tesori accumulati durante il suo cammino professionale e umano, mettendo insieme il racconto di una vita ricca di passioni. Anche un altro grandissimo personaggio, questa volta però del mondo del cinema, Pupi Avati, racconterà la sua vita a pordenonelegge: l’addio alla carriera da musicista, la parentesi come rappresentante di surgelati, i difficili esordi cinematografici, e poi i successi di pubblico e critica. Ancora cinema con due incontri, il primo con Gianfranco Angelini che svelerà i segreti e le bugie di Federico Fellini, il secondo con il critico Steve Della Casa che racconterà una storia inconsueta del cinema italiano. Telmo PievaniFederico Taddia e la Banda Osiris saranno protagonisti di uno spettacolo che guiderà il pubblico in un viaggio che prende le mosse dalle profezie Maya cercando di leggere i piccoli e surreali segni di un’ipotetica prossima nuova sventura. Il musicista Armando Battiston, aiutato dalla regia video di Remigio Romano e dalla voce di Luigi Pintar, rileggerà le poesie del compianto poeta friulano Amedeo Giacomini. Alambic Cospiracy racconterà lo spettacolo della natura che si riappropria delle nostre grandi opere: e cioè il lento processo di cicatrizzazione della statale 251 della Val di Zoldo e Val Cellina. Massimo Cirri e Natalino Balasso riproporranno invece carnediromanzo, un raveletterario, un happening dove il pubblico verrà preso per mano e portato, grazie a un sapiente caos organizzato, alla creazione di un’idea per un romanzo. Chiudiamo con quattro grandi reading spettacolo: Marco Baliani, attore dotato di straordinaria capacità affabulatoria, leggerà pagine dal suo ultimo romanzo, L’occasione.Tiziano Scarpa porterà invece in scena La caduta di Diogo Mainardi: il racconto di un padre che, imparando la lingua silenziosa del figlio, impara a crescere con lui. Paolo Giordano ci porterà a conoscere, in una forma che alterna spensieratezza e dramma, i contorni che delineano le “nuove guerre”. Mentre Chiara Gamberale, autrice che sa cogliere l’inquietudine dei nostri tempi, leggerà da Quattro etti d’amore, grazie: racconto che scandaglia le lusinghe del tradimento e del sottile ma fondamentale confine tra fuga e ricerca.

Per la prima volta nella sua storia, pordenonelegge diventa editore. L’idea è nata da Natalino Balasso che ha proposto al festival una collaborazione: la produzione di un libro che eviti i normali canali di distribuzione per mettersi a disposizione del pubblico nei soli 5 giorni della manifestazione. Ecco che così nasce Il libro del scritore, prima raccolta de testi di un personaggio, creato dallo stesso Balasso, molto amato dal popolo del web: il Scritore. La sua aria trasognata, l’irredimibile dialetto veneto, lo sguardo dolente puntato su abissali profondità gli hanno fatto conquistare i favori del pubblico senza comparire in tv, o occupare pagine di giornali. pordenonelegge racconterà questo fenomeno mediatico con un libro, un incontro, e una fascia giornaliera nella tensostruttura che ospita i libri della manifestazione dove Natalino Balasso leggerà alcune pagine del Scritore.

Anche quest’anno spazio ai giovani autori con il Fight Reading: come sbudellare l’alfabeto e giocarsi la faccia per sedurre un’accolita di  potenziali lettori. Per il secondo anno consecutivo alla Loggia del Municipio sarà allestito il “ring” letterario sul quale saliranno Martino Gozzi, Sandro Bonvissuto e Marco Lazzarotto provocati dalla presenza degli irredimibili Papu. Gli scrittori leggeranno brani scritti appositamente per questo incontro e il vincitore sarà decretato dal pubblico pordenonese. E poi il Fight Writing: quattro scrittori, un ring e il tempo che scorre Marco Marsullo, Francesca Scotti, Marco CubedduGiorgio Ghiotti si sfideranno in un reality writing mostrandosi live mentre scrivono un racconto ad hoc. Nessuna regola, solo la ragionata improvvisazione e la breccia iniziale, uguale per tutti. E, a complicare il tutto, i divertenti colpi di scena dei Papu.

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