Caos apparente – Mostra di Gianluigi Colin

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Mostra Colin

Le iniziative di agosto della Biblioteca civica di Pordenone

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Estate in città 2013 – il calendario


Estate in città1Estate in città2

Festa di Poesia a Pordenone (1 e 8 luglio)

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Festa di Poesia 2013

Le iniziative della Biblioteca Civica – Giugno 2013

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Italia-Europa: modelli di istruzione a confronto


SEMINARIO ITALIA- EUROPA-1-1PROGRAMMA

Collezione 7×11. La poesia degli artisti in Biblioteca civica


COLLEZIONE 7×11. La poesia degli artisti
Inaugurazione sabato 11 maggio – ore 18.00 – Sala Esposizioni della biblioteca civica di Pordenone
Presentazione di Marco Fazzini
Durata della mostra dal 11 maggio al 15  giugno 

7X11 COLLECTIONIl progetto coinvolge 77 artisti contemporanei sulla poesia. Ognuno di loro è stato invitato a scegliere uno e un solo poeta che gli sta a cuore per produrne un ritratto, cogliendone un’espressione, un atteggiamento, una postura, un gesto, oppure di ispirarsi a un testo particolare, sentendosi libero di operare creativamente attraverso contaminazioni tra immagini e parole e usando vari medium (olio, acquarello, acrilico, foto, tecniche miste, ecc.). Oltre all’interpretazione, rigorosamente nella misura di 7×11 cm., agli artisti è stato richiesto di scegliere un testo (un solo testo) del poeta prescelto, e di scrivere qualche rigo sul poeta stesso, descrivendo il perché della sua scelta, quando lo ha letto per la prima volta, e cosa lo colpisce della sua poetica.

7×11

Perché la scelta di questo piccolo formato? La numerologia in poesia non conta solo in quanto tecnica per decidere le scansioni ritmiche d’un testo, ma perché il movimento ed il respiro della poesia italiana, e della poesia straniera in traduzione italiana, si esprimono per forza di cose, da sempre, attraverso i metri portanti della nostra tradizione: il settenario e l’endecasillabo. Anche se difficilmente convertibile in momenti pittorici, o scansioni di colore, ho pensato che forse nel preferire questo o quel poeta gli artisti si siano lasciati, magari inconsciamente, irretire da uno di questi metri che dettano la particolare struttura d’un verso o d’una strofa, o da una delle loro varianti in versi liberi o semi-liberi, come il quinario abbinato al senario (=endecasillabo).
L’aspetto numerologico in questa collezione è sia un elemento giocoso che un’esigenza formale molto seria. Gli artisti sono 77 perché questo è il risultato di 7×11; chi sfoglia il catalogo noterà che le pagine intermezzo sono 7 e cadono ogni 11 artisti. Tutte le opere donate hanno la dimensione di 7×11 cm: l’endecasillabo e il settenario resistono da secoli nella tradizione poetica italiana portando non poche influenze anche all’estero. Non penso sia azzardato aver chiesto agli artisti di sintonizzarsi su questo andamento del respiro poetico e rispettare nelle misure delle opere un preciso elemento formale che è anche sostanza. Continua a leggere

Iniziative della Biblioteca civica di Pordenone per il mese di maggio

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Mistieròi/Mistirús di Zanzotto e Giacomini



ZanzottoPresentazione del libro Mistieroi/mistirus 
di Andrea Zanzotto e Amedeo Giacomini (Nuova edizione, Comune di Pordenone editore, 2012) a cura di Pietro Gibellini e Matteo Vercesi dell’Università di Venezia.

Mercoledì 6 marzo – ore 18.00 Sala conferenze “Teresina Degan”, Biblioteca Civica – piazza XX Settembre
Saranno presenti Marisa Zanzotto e Sandra Giacomini
Dalla postfazione di Davide Maria Turoldo
Voglio dire appena alcune note personali. Per esempio, la straordinario gioia di vedere i Mistieròi di Zanzotto tradotti in friulano, nella mia forte e armoniosa lingua d’origine. (Tradotti eccome! Si può dire ricreati: testi da poeta a poeta, perché anche Giacomini, il traduttore, è poeta; pure lui immerso nelle dolci “acque” della lingua materna; anche lui inquieto cercatore della “fonte”; insoddisfatto e impaurito, alla pari di Zanzotto, dell’aria di “genocidio” che spira intorno e dentro – anche se ancora in sordina – la sorte della lingua nazionale).
Perché questa straordinaria gioia? Perché mi sembra di essere diventato quasi un parente di Zanzotto; fatto a me assai gradito per via della stima e della fede che ho provato fin da quando ho conosciuto – nella misura a me possibile – sia l’uomo che la sua poesia. Appunto il carattere umano di Zanzotto, quasi un fanciullo.
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Iniziative della Biblioteca Civica mese di marzo 2013


BIB_loc2013marzowebMercoledì 6 marzo
presentazione del libro di poesie Mistieròi/Mistirús di Andrea Zanzotto e Amedeo Giacomini (COMUNE DI PORDENONE editore, a cura di Pietro Gibellini e Matteo Vercesi)
SALA CONFERENZE – ORE 18.00

Sabato 9 marzo
mostra Edizioni Archivio – libri d’artista di Carmelo Cacciato
inaugurazione ore 18.00 – presentazione di Enzo di Grazia
durata della mostra dal 9 marzo al 27 aprile
orario lunedì 14-19; da martedì a sabato 9-19
SALA ESPOSIZIONI BIBLIOTECA – ORE 18.00

Martedì 12 marzo
Prima del verdi – Il nipote di Rameau di Denis Diderot – a cura di Carlo Pontesilli
SALA CONFERENZE – ORE 18.00

Giovedì 14 marzo
Io leggo tu leggi – Diritto dei bambini alla salute e alla lettura
Incontro con Marisa Perocco Biancardi e Sandra Puiatti. A cura di Daniela Dose
SALA CONFERENZE – ORE 15.30

Martedì  19 marzo
Presentazione del libro Antonioni e la musica (Marsilio editore) di Roberto Calabretto.
A cura dell’Autore
SALA CONFERENZE – ORE 18.00

Mercoledì 20 marzo
Musica da vedere, pittura da ascoltare – a cura di Roberto Girolin
SALA CONFERENZE – ORE 18.00

Giovedì 21 marzo
Io leggo tu leggi. Incontro con Luigina Battistuttta – autrice di fiabe e racconti per bambini.
A cura di Daniela Dose
SALA CONFERENZE – ORE 18.00

Venerdì 22 marzo
Presentazione del libro I necrologi del capitolo di San Pietro in Carnia (1287-1789)
(ISTITUTO STORICO ITALIANO PER IL MEDIO EVO E ISTITUTO PIO PASCHINI editori) di Elisa Pellin.
A cura di Flavia De Vitt, Luca Gianni e dell’Autrice
SALA CONFERENZE – ORE 18.00

Mercoledì 27 marzo
Musica da vedere, pittura da ascoltare – a cura di Roberto Girolin
SALA CONFERENZE – ORE 18.00

Giovedì 28 marzo
Io leggo tu leggi. Incontro con Emanuele Bertossi, autore e illustratore di fiabe e racconti per bambini. A cura di Daniela Dose
SALA CONFERENZE – ORE 18.00

Tutti i venerdì: Letture rivolte ai bambini da 0 ai 6 anni e ai loro genitori per ascoltare e leggere insieme – progetto “Matilda mi racconti una storia?”
SEZIONE RAGAZZI – SPAZIO MORBIDO – ORE 17.00-18.30

La narrativa di Carlo Fuentes


Carlos-FuentesTre saranno gli incontri sulla narrativa di Carlos Fuentes in Biblioteca Civica /Sala conferenze “Teresina Degan”) alle 18.00:

Giovedì 31 gennaio – La frontiera “Norte”. Il vecchio gringo

L’argomento dell’incontro riguarderà la Frontiera “Norte” con l’esame del testo Il Vecchio Gringo che  presenta la tematica della frontiera nord del Messico nell’ambito storico ed entro il genere narrativo della Rivoluzione Messicana,  con particolare interesse nell’elemento dell’identità messicana.

Martedi  5 febbraio – I paradossi della rivoluzione. La morte di Artemio Cruz

Verranno affrontati i paradossi della rivoluzione attraverso il libro La morte di Artemio Cruz. Verrà  analizzatala tematica del potere politico con le contraddizioni proprie del periodo rivoluzionario e postrivoluzionario, in cui la corruzione intacca la personalità e il corpo del protagonista.

Martedì 12 febbraio – La capitale, identità urbana o preispanica? L’ombelico della luna

L‘incontro riguarderà la capitale, identità urbana o preispanica? con la presentazione del libro L’ombelico della luna.

Durante gli incontri verrà presentato l’Autore nelle sue generalità, cui seguirà la lettura interpretativa delle opere proposte con musica e immagini dal Messico.
L’analisi tematica sarà integrata da alcune nozioni di estetica narrativa poiché consentono un’approfondimento della lettura stessa.

La relatrice Mara Donat ha conseguito nel 2010 il dottorato in letterature latinoamericane con “Mención Honorífica” all’Università Nazionale Autonoma del Messico –UNAM–, dove ha conseguito anche il Master in Letteratura Latinoamericana con “Mención Honorífica” nel luglio 2006; ha pubblicato recentemente in Messico la traduzione di una selezione di poesie di Andrea Zanzotto.

Il dialogo creativo


Cultura+Appartenenza+Cittadinanza da sabato 2 febbraio a sabato 26 febbraio 2013

Inaugurazione, sabato 2 febbraio 2013 – Biblioteca Civica Pordenone

Inizia sabato 2 febbraio alle 17.45 in Biblioteca Civica il ciclo di appuntamenti dal titolo “Il dialogo creativo”, una rassegna di incontri, proiezioni video, mostre, per riflettere sulla presenza in città di nuove religioni e culture, dovuta all’immigrazione. L’iniziativa è promossa dal Comune di Pordenone, in collaborazione con la Biblioteca Civica e la cooperativa per il commercio equo e solidale L’Altrametà. L’inaugurazione dell’evento coincide con quella della mostra di foto e testi dal titolo “Di madre in figlia”, realizzata da Elisa Cozzarini, in collaborazione con l’Unione delle comunità e associazioni di immigrati della provincia di Udine (UCAI).

La mostra dà voce a undici coppie di mamme e figlie di origine straniera, provenienti da Marocco, Albania, Romania, Malesia, Senegal, Costa d’Avorio, Niger, Cina, India, Venezuela e Argentina. Dalle interviste emergono le differenze generazionali e culturali dei punti di vista sull’Italia, il paese in cui le madri, immigrate, hanno scelto di vivere e dove le figlie sono nate o hanno passato gran parte della loro infanzia. Questo influisce in modo molto forte sull’identità, sulla visione del paese d’origine e dell’Italia. La scelta di fotografare le madri si basa sul fatto che il fenomeno migratorio cambia volto, diventa stabile, proprio con l’arrivo delle donne, la formazione delle famiglie, il radicamento sul territorio. Tipicamente femminile è la capacità di mediare, stringere e conservare legami, da un lato con il paese di arrivo, l’Italia, dall’altro con la cultura d’origine.

All’inaugurazione intervengono, oltre all’autrice della mostra e curatrice del progetto “Il dialogo creativo” Elisa Cozzarini, il critico d’arte Chiara Tavella, pordenonese, e Arminda Hitaj, cittadina italiana nata in Albania e presidente dell’UCAI. Introduce Alessandra Gabelli, presidente dell’associazione L’Altrametà. Ad accompagnare l’iniziativa, la giovane violoncellista Ilaria Del Bon interpreterà canti popolari albanesi, del Sud e del Nord del Paese, trascritti dal compositore Aulon Naçi. «Ho scelto tre canzoni melodiche, adatte a essere interpretate con uno strumento come il violoncello, che con il suo timbro caldo assomiglia alla voce umana», spiega Naçi. Nato a Valona trent’anni fa, Naçi si è laureato con il massimo dei voti al Conservatorio Tomadini di Udine e attualmente insegna al Conservatorio di Bruxelles. L’incontro si tiene in Sala Degan, dove sono esposte per tutta la durata della rassegna, opere d’arte della pittrice, poetessa, scrittrice e musicista ucraina Natalia Bondarenko.

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La tigre è ancora viva! Omaggio a Emilio Salgari


Inaugurazione mostra sabato 19 gennaio – ore 18.00 – primo piano Sezione Adulti

Presentazione di Lucio Costantini

Durata della mostra dal 19 gennaio al 28 febbraio
orario: lunedì 14-19; da martedì a sabato 9-19

ImmagineL’esposizione è costituita da quindici grandi pannelli: vi è la bibliografia completa delle opere salgariane, vengono presi in considerazione gli illustratori più famosi, in primo luogo Alberto Della Valle. Un pannello illustra le traduzioni dei romanzi e un altro è interamente dedicato al capolavoro di Salgari: Il Corsaro Nero. Testi e immagini accuratamente scelti consentono di esplorare le fattezze di Sandokan. Altri pannelli si soffermano sui ciclo indo-malese, dei Corsari e del Far West. Nella mostra si dedica attenzione anche alla trasposizione delle opere dello scrittore in fumetto. Il pannello intitolato “Hanno detto di Salgari” presenta i volti di personaggi della cultura, dell’arte, dello spettacolo che hanno lasciato testimonianze su Salgari. Non manca ovviamente un pannello esplicativo sull’Associazione friulana Emilio Salgari di Udine, ideatrice dell’esposizione che ha prestato alla Biblioteca Civica i materiali e ne ha curato l’allestimento. Una serie cospicua di bacheche espone edizioni di romanzi salgariani, tra cui alcune preziose prime edizioni. Non mancano esemplari di armi bianche citate da Salgari nel ciclo indo-malese, né un’uniforme e una serie di figurini e medaglie inglesi che si riferiscono al periodo coloniale indiano. Interessanti anche le splendide riproduzioni di maschere indonesiane.

Emilio Salgari nacque a Verona il 21 agosto del 1862 da una famiglia di modesti commercianti; nel 1878 si iscrisse al Regio Istituto Tecnico e Nautico “P.Sarpi” di Venezia, ma senza ottenere la licenza. Come “uomo di mare” compì solo alcuni viaggi di addestramento a bordo di una nave scuola e successivamente un viaggio (probabilmente in qualità di passeggero) sul mercantile “Italia Una”, che per tre mesi navigò su e giù per l’Adriatico, toccando la costa dalmata e spingendosi fino al porto di Brindisi; ma il Capitano Salgari non smise mai di credere e narrare le sue avventure.
Nel 1883 inizia a collaborare con il giornale “La Nuova Arena”, della sua città Verona, sulle cui pagine apparve a puntate il suo primo romanzo, “Tay-See”, stampato successivamente (dopo aver subito varie modifiche alla trama) con il titolo “La Rosa del Dong-Giang”; nell’ottobre dello stesso anno escono le prime puntate di “La Tigre della Malesia”. Inizia così la sua fortunata e tormentata carriera di scrittore che annovera al suo attivo circa ottanta romanzi e un numero ancora imprecisato di avventure e racconti.
Nel 1889 il suicidio del padre: primo di un’impressionante catena formata dallo stesso scrittore nel 1911, dal figlio Romero nel 1931 a 33 anni, dal figlio Omar, testimone e interprete della leggenda paterna, nel 1963. Nel 1892 si sposa con Ida Peruzzi (che il marito chiamerà affettuosamente per tutta la vita “Aida”, come l’eroina di Verdi): un matrimonio, questo, a suo modo riuscito (ma la moglie morirà internata in manicomio); nello stesso anno la famiglia Salgari, ampliatasi con la nascita della piccola Fatima (la primogenita, seguiranno poi tre maschietti: Nadir nel 1894, Romero nel 1898 e Omar nel 1900), si trasferisce a Torino, dove lavora per l’editore Speirani, casa editrice per ragazzi; nel 1898 l’editore Donath lo convince a trasferirsi a Genova ed è qui che stringe amicizia con Giuseppe “Pipein” Gamba che sarà il suo primo grande illustratore. Sono anni buoni, interrotti da un nuovo trasferimento a Torino, nel 1900. Le condizioni della famiglia si fanno precarie, nonostante l’incessante lavoro per mantenere un rispettabile decoro borghese; rompe il contratto con Donath e passa a Bemporad (per cui, dal 1907 al 1911 scrive 19 romanzi). Il successo, specialmente tra i ragazzi, continua, diversi titoli raggiungono le 100.000 copie, anche se la critica ignora la sua produzione. Il collasso nervoso e il ricovero della moglie sono il colpo di grazia per un uomo stremato. Scrive tre lettere, ai figli, agli editori, ai direttori dei giornali torinesi e si toglie la vita il 25 aprile 1911. La sua opera tuttavia è rimasta viva a nutrire con tutto il suo fascino la fantasia di generazioni di ragazzi e non.

Prima del Verdi: Servo di scena – Ronald Harwood


Giovedì 17 gennaio alle 18.00 – Sala conferenze “Teresina Degan”
A cura di Claudio Pontesilli

harwoodServo di scena  (The Dresser) è un capolavoro firmato da Ronald Harwood nel 1955, quattro anni dopo essere giunto a Londra da Città del Capo, dove è nato il 9 novembre del 1934, animato dal sacro fuoco per il teatro. La metropoli britannica gli permette di conoscere Sir Donald Wolfit, celebre attore, di cui ben presto diventa dresser, approfondendo gli aspetti più segreti del ruolo.
Dresser, come lo chiamano gli inglesi è un vocabolo intraducibile, ricorda il vestirsi, ma in realtà, il servo di scena non si limita ad aiutare l’attore, il capocomico ad abbigliarsi per la scena, ma deve prevederne i bisogni, curarne il riposo fra un atto e l’altro, vigilando sul suo benessere.
Servo di scena, nella traduzione di Masolino D’Amico è portato in scena dal bravissimo Franco Branciaroli che interpreta il ruolo del vecchio attore Sir, grande gigione egocentrico e accentratore, capocomico stimato e odiato dagli attori della sua compagnia. Sir è alla fine della sua carriera teatrale, ormai stanco e ansioso, indebolito dagli anni e dalle fatiche del suo lavoro che deve rappresentare Re Lear di Shakespeare, sulle scene del Teatro Alhambra di Bradford, in Inghilterra, nel 1941, sotto i bombardamenti dei nazisti. Sir ha momenti di grande irascibilità e di vuoti di memoria. La moglie, che interpreta il ruolo di Cordelia nel Re Lear e Madge, direttore di scena da vent’anni con Sir, preoccupatissime per la salute del vecchio attore vorrebbero annullare la rappresentazione del Re Lear ma a questi propositi si oppone strenuamente Norman, il dresser di Sir che, con le sue cure ed attenzioni, riesce a fare recitare Sir il suo Re Lear.

La storia curiosa e poco conosciuta del 45 giri


45giribigUn oggetto di plastica, nero, con un grande buco in mezzo: il 45 giri.
Forse i più giovani non l’hanno nemmeno mai visto o lo considerano un reperto archeologico ma la storia di questo supporto sonoro, nato poco più di sessant’anni fa e che per un quarto del secolo scorso ha dominato in maniera indiscussa la scena musicale, sociale ed economica è davvero singolare e curiosa.
Nacque infatti per puro caso, quasi come un figlio illegittimo, ma finì per influenzare enormemente i giovani dell’epoca e le loro scelte musicali (e non solo) tanto che intorno a questo oggetto si sviluppò una potente e ricca industria. Le curiosità che saranno raccontate giovedì 13 dicembre non mancheranno di coinvolgere e, forse, di sorprendere.

A cura di Gianmaria Chiarello, giovedì 13 dicembre, SALA CONFERENZE “TERESINA DEGAN”  – ore 18.00.