Leggiamo insieme – per ragazzi delle scuole superiori

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Leggiamo insieme

Incontri con la lirica – L’ultimo Verdi


verdi-a-coloriTutti i martedì di agosto in sala conferenze “Teresina Degan” – ore 15.00
Introduzione e proiezione dvd a cura di Roberto Cozzarin

In occasione del bicentenario della nascita del genio del melodramma, verrà presentato il Verdi “maturo”. Le opere che hanno segnato la seconda metà dell’800 e che hanno fatto la storia della musica e della cultura italiana.

Martedì 6 agosto
Incontri con la lirica – L’ultimo Verdi
Un ballo in maschera

Martedì 13 agosto
Incontri con la lirica – L’ultimo Verdi
Macbeth 

Martedì 20 agosto
Incontri con la lirica – L’ultimo Verdi
La forza del destino

Martedì 27 agosto
Incontri con la lirica – L’ultimo Verdi
Aida

 

CALVINOPOLIS. Il simbolo della città in Italo Calvino


CALVINOPOLIS. Il simbolo della città in Italo Calvino

Azione scenica in 4 “luoghi” di Romeo Crapiz 

Voci recitanti: Caterina Comingio, Vincenzo Muriano, Maurizio Perrotta
Regia: Vincenzo Muriano
Musica: improvvisazioni sonore di Giovanni Maniago
Videoproiezioni e audio: Maurizio Perrotta
Luci: Pordenone spettacoli

Ore  21.00 – Spettacoli nel Chiostro della Biblioteca Civica

Lunedì 6 agosto 

Spettacolo – Luoghi 1 e 2

 Lunedì 13 agosto

Calvino e la scienza: appunti di Romeo Crapiz

Spettacolo – Luoghi 3 e 4

Lunedì 20 agosto

Introduzione di Romeo Crapiz

A seguire: intero spettacolo

Calvinopolis – Il simbolo della città in Italo Calvino – Azione scenica in 4 “luoghi”, è il nuovo progetto curato dal Teatro della Sabbia in collaborazione con Romeo Crapiz, autore del testo teatrale, e la Biblioteca Civica di Pordenone che ne ospita il debutto.
Lo spettacolo, che viene proposto come Lettura e Azione scenica, si ispira agli schemi delle Sacre Rappresentazioni di stampo medievale e segue il filo rosso della tematica legata alla città cara a Calvino.
Vari sono gli spunti di riflessione per lo spettatore su aspetti significativi del mondo calviniano e sono, per citarne solo alcuni: l’aspetto fantastico e immaginifico, la concezione architettonica, urbanistica ed estetica care all’Autore.
A dar voce ai personaggi multiformi narrati dal grande scrittore italiano e inanellati ad arte dall’autore del testo teatrale, saranno Caterina Comingio, Vincenzo Muriano e Maurizio Perrotta introdotti ogni sera dalle parole di Romeo Crapiz procedendo via via in un’immersione giocata su parole e suoni evocati dalle improvvisazioni alla tromba di Giovanni Maniago.
Gli spettacoli verranno proposti nelle seguenti date e modalità: lunedì 6 agosto: Luoghi 1 e 2, lunedì 13 agosto: luoghi 3 e 4 e lunedì 20 agosto: intero spettacolo, inizio alle 21.00, Chiostro della Biblioteca Civica di Pordenone, in caso di pioggia: Sala Conferenze “Teresina Degan”, ingresso libero.

Festa di Poesia 2012


16, 23 e 30 luglio – ore 21.00

Pordenone, Chiostro della Biblioteca Civica

Come ogni anno festeggiamo l’estate con i poeti, e allarghiamo la festa a tre serate invece di due.
Abbiamo capito che Pordenone è un bel posto per la poesia. Abbiamo capito che le esperienze poetiche che passano per Pordenone sono vitali e contagiose, crescendo in poesia anche molto lontano da qui. Abbiamo visto che ritornano accresciute di vita, di relazioni e di significato.
Nelle tre serate ci sono ventiquattro voci originali, diverse, che presentano una mappa attendibile della poesia del nostro tempo. Si percepisce in queste voci la ricerca di una parola viva, all’altezza delle gravi domande che ci attraversano, e però anche quell’intimità, quella terrestre simpatia che tiene legati, soprattutto in tempi miseri, gli esseri umani e tutte le creature.
Diamo di nuovo fiducia alla poesia, la riteniamo di nuovo capace di parlare a noi e per noi, ritrovandoci nella parola, in un dialogo che attraversa il tempo e intona il  presente alle nostre voci.

LUNEDI’ 16 LUGLIO 

Maurizio Benedetti, Erika Crosara,  Manuela Dago, Cristina Micelli,  Giulia Rusconi, Giacomo Sandron, Marco Scarpa, Francesco Targhetta

LUNEDI’ 23 LUGLIO 

Luciano Cecchinel, Ivan Crico, Laura De Micheli, Giovanni Fierro, Fabio Franzin, Francesco Tomada, Daniela Turchetto, Giacomo Vit

LUNEDI’ 30 LUGLIO 

Antonio De Biasio, Roberto Ferrari, Ferruccio Giaccherini, Michele Obit, Silvio Ornella, Renato Pauletto, Mary Barbara Tolusso, Anna Toscano

In caso di maltempo l’evento si terrà presso la Sala Conferenze della Biblioteca Civica


Shakespeare in Italia. Il mercante di Venezia


Shakespeare in Italia. Il mercante di Venezia

A cura di carlo Pontesilli

Giovedì 14 giugno – ore 18.00
Biblioteca Civica, Sala conferenze “Teresina Degan”

Secondo incontro dedicato alle opere di Shakespeare ambientate in Italia, a cura di Carlo Pontesilli. Dopo I due gentiluomini di Verona, sarà la volta, giovedì 14 giugno, de Il mercante di Venezia e Molto rumore per nulla  il 21 giugno.

Il mercante di Venezia (The Merchant of Venice) è un’opera teatrale di William Shakespeare scritta probabilmente tra il 1596 e il 1597.

La trama dell’opera riprende abbondantemente quella di una novella trecentesca di ser Giovanni Fiorentino detto Il Giannetto. Il mercante di Venezia e’ unanimemente ritenuta une delle opere piu’ attuali di Shakespeare.

Tito Zaniboni e il complotto friulano per uccidere Mussolini


Verrà presentato venerdì 16 marzo alle ore 18.00, presso la sala conferenze “Teresina Degan” della Biblioteca Civica, piazza XX Settembre, l’ultimo libro di Dino Barattin Tito Zaniboni e il complotto friulano per uccidere Mussolini, edito dalla casa editrice Libraria di S. Daniele del Friuli. Interverranno Gianluigi Bettoli e l’Autore.

Il libro tratta la storia del primo dei falliti attentati a Benito Mussolini, Presidente del Consiglio e duce del fascismo, perpetuato da Tito Zaniboni, ex deputato socialista, il 4 novembre del 1925.

Gli ingredienti di una vicenda intricata ci sono tutti: un focoso idealista, Zaniboni, un generale ritenuto uno dei responsabili di Caporetto, Luigi Capello, un determinato gruppo di antifascisti friulani, un gerarca locale, Pier Arrigo Barnaba, una contessa doppiogiochista amante contemporaneamente di Mussolini e Zaniboni, una serie di figure femminili, prima fra tutte Lucia Pauluzzi, gestrice dell’osteria di Urbignacco dove si svolgevano gli incontri cospirativi. Ed infine non può mancare il traditore: un certo Carlo Quaglia, amico e segretario di Zaniboni, che mise la polizia politica sulle tracce del complotto.

Sullo sfondo vi è una situazione politica e sociale molto particolare, quella del primo dopoguerra, con un’Italia sconvolta da lotte politiche e sociali molto aspre, nella quale la dittatura fascista si impose con la violenza squadrista.

 

Il postmoderno letterario è tutta colpa dell’herpes zoster


Mercoledì 14 marzo 2012 alle ore 18.00, presso la Sala “Teresina Degan” della Biblioteca Civica di Pordenone, c’è stato il quinto appuntamento con le Conversazioni sul Postmoderno. Letture critiche del nostro tempo organizzato in collaborazione tra Biblioteca Civica, Liceo Leopardi-Majorana e Società Filosofica Italiana Sezione Friuli Venezia Giulia. Nello specifico si è parlato di Temi, forme e problemi del postmoderno letterario con Roberto Cescon

Il postmoderno non è un fenomeno prettamente letterario, perché la sua origine va cercata in architettura e, soprattutto, nella rivoluzione antropologica che ha segnato la società postindustriale.

Tali mutamenti tuttavia hanno avuto importanti ripercussioni in campo letterario. Centrale è senza dubbio la questione del romanzo, che perde la sua identità di prosa del mondo ed epopea borghese, poiché non sembra più possibile rappresentare la realtà complessa, i cui frammenti non riescono ad essere riordinati nemmeno dalla scienza e dalla filosofia. Ecco allora che il mondo diviene un labirinto senza centro e senza uscita. L’uomo cerca un senso dietro la superficie delle cose, ma una pellicola di mistero lo allontana ineluttabilmente dalle risposte e anzi amplifica l’idea che il mondo sia retto da un complotto che avvolge la verità. E siccome la scrittura è concepita come la trascrizione dell’universo, diventa universo essa stessa, perdendo la sua oggettività, così che la realtà diventa testo e svanisce nel labirinto. Il postmoderno non è però una tendenza circoscrivibile cronologicamente, ma una categoria spirituale, dal momento che i suoi caratteri formali – l’intertestualità, la parodia, la metanarrazione – si possono riscontrare anche in opere di altre epoche storiche. A dire il vero, in ogni epoca possono esserci momenti di crisi, come quelli che hanno caratterizzato la modernità, nei quali si mette in discussione il passato, perché ci si accorge che il passato ci condiziona, ci sta addosso, ci ricatta. Dopo che l’avanguardia tenta di sfigurarlo concentrandosi su innovazione e rottura, arriva il momento in cui si riconosce che il passato deve essere rivisitato con ironia, in modo non innocente, col risultato che esso viene esplorato con criteri “estetici”, cioè mediante citazioni e collage, i quali rendono tutto sincronico e schiacciato in un perpetuo presente, come un museo di immagini da combinare in modo arbitrario e da “consumare” con nostalgia. La prima conseguenza di questa concezione liquida del passato è che il romanzo postmoderno tende a manipolare generi e forme tradizionali, facendone però un uso necrofilo, ossia il recupero si accompagna in qualche modo alla loro estinzione, poiché diventano gusci vuoti da assemblare con ironia. Gli stessi confini tra i generi tendono a sfumare, di modo che la non fiction, il giornalismo e la graphic novel trovano diritto di cittadinanza nelle opere narrative, rendendo il canone più permeabile, in quello che sembra essere ormai un processo irreversibile di lunga durata.

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Incontri in Biblioteca Civica: La narrativa di Mario Vargas Llosa


Inizia martedì 18 ottobre alle ore 18.00 presso la sala conferenze “Teresina Degan”della Biblioteca Civica di piazza XX Settembre una serie di tre incontri a cura di Mara Donat sulla narrativa dello scrittore peruviano Mario Vargas Llosa, vista sotto l’aspetto politico-sociale.

Questi gli incontri previsti: martedì 18 ottobre verrà esaminato il romanzo “La città e i cani”, successivamente martedì 25 ottobre sarà la volta de “La casa verde” e martedì 8 novembre della “Conversazione nella Catedral”.

Verranno presentate queste tre opere fondamentali dell’affermazione di Vargas Llosa romanziere, come invito alla lettura e all’approfondimento di un’opera che denuncia la violenza dei sistemi di potere con estrema coerenza e grande capacità espressiva.

Un invito quindi a riflettere anche sulle realtà attuali a noi più vicine.

La relatrice Mara Donat si è specializzata in letteratura latinoamericana all’Universidad Nacional Autonoma de México, dove ha conseguito Master e Dottorato. Collabora a riviste specializzate italiane ed estere anche come traduttrice. 

 

Mario Vargas Llosa, nato nel 1936 ad Arequipa, in Perù, ha vinto il Premio Nobel per la letteratura nel 2010. Il suo primo romanzo, La città e i cani (1963), è considerato uno dei capolavori della letteratura sudamericana. Tra i suoi romanzi più famosi: Conversazione nella “Catedral” (1969), Pantaleón e le visitatrici (1973), La zia Julia e lo scribacchino (1977), La casa verde (1991) e il recente Il sogno del celta (2010). Autore di saggi, articoli giornalistici, opere teatrali e sceneggiature cinematografiche, Vargas Llosa ha partecipato attivamente alla vita politica del suo Paese, candidandosi alle elezioni presidenziali del 1990.